Fondi nazionali per il porto di Ancona: quali opere sono previste
Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) ha approvato la nuova programmazione del Fondo Infrastrutture che destina 358 milioni di euro a opere portuali su scala nazionale. Tra gli interventi inseriti nel riparto figurano opere per il porto di Ancona, con progetti già maturi dal punto di vista progettuale e pronti per la fase realizzativa.
Interventi specifici nello scalo dorico
Per l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale sono previsti sette interventi prioritari; nello scalo anconetano il pacchetto finanziario è destinato a tre lavori principali:
- l'approfondimento dei fondali della banchina 26 e di altre banchine commerciali (procedimento con aggiudicazione definitiva già pronta);
- la demolizione parziale del molo Nord con regolarizzazione dei fondali, opera volta a migliorare la sicurezza della navigazione in ingresso al bacino portuale;
- il banchinamento del molo Clementino, considerato indispensabile per l'attracco delle navi da crociera di grandi dimensioni e per lo sviluppo del traffico nello scalo.
| Intervento | Obiettivo |
|---|---|
| Approfondimento fondali banchina 26 e altre banchine | Consentire traffici commerciali con maggiori capacità di carico |
| Demolizione parziale molo Nord e regolarizzazione fondali | Migliorare la sicurezza della manovra delle navi in ingresso |
| Banchinamento molo Clementino | Permettere attracco di grandi navi da crociera |
Impatto e tempistiche
Secondo la nota del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, la scelta di recuperare e rifinanziare opere con progetto già avanzato punta ad accelerare l'apertura dei cantieri e a tradurre risorse in lavori concreti. Il finanziamento è stato progettato per migliorare l'accessibilità marittima, ferroviaria e stradale dei porti, aumentare la capacità di movimentazione delle merci e rafforzare i collegamenti con le reti Ten-T.
«Parliamo di investimenti che migliorano l’accessibilità marittima, ferroviaria e stradale dei nostri porti, aumentano la capacità di movimentazione delle merci, rafforzano i collegamenti con le reti Ten-T e sostengono la competitività dell’intero sistema logistico nazionale».
La nota sottolinea inoltre che ogni euro investito nelle infrastrutture portuali è inteso come volano per sviluppo economico e occupazione nei territori interessati. Per Ancona, questo significa potenziali ricadute sul traffico commerciale e crocieristico, nonché sulla logistica locale.
Conseguenze per il territorio anconetano
Nel breve termine la riapertura della fase realizzativa implicherà attività di cantiere e modifiche nell'operatività portuale; nel medio-lungo periodo le opere mirano a incrementare la capacità di attracco e la sicurezza delle manovre navali, elementi che possono favorire un aumento dei traffici e opportunità per imprese portuali, trasportistiche e commerciali della provincia.
Resta da seguire l'iter esecutivo — gare, cantieri e tempi tecnici — per valutare l'effettiva tempistica di realizzazione e le ricadute concrete sull'indotto locale.