Un decennio di cambiamenti per le aziende agricole marchigiane
I dati del VII Censimento regionale (Sistan, in collaborazione con Istat) fotografano la situazione dell'agricoltura nelle Marche al 2020 e mettono in evidenza un processo di ristrutturazione del settore. Nel complesso la regione ha registrato una contrazione nel numero di aziende attive, accompagnata però da un aumento della dimensione media delle imprese. Questo fenomeno riflette una progressiva concentrazione e modifica nelle forme di conduzione agricola.
Nel 2020 le imprese agricole presenti nelle Marche risultavano essere 33.808, con una riduzione del 24,6% rispetto al 2010. Il calo regionale è meno marcato rispetto alla media italiana, che nello stesso periodo segna un decremento del 30,1%.
Il ruolo della provincia di Ancona
Tra le province marchigiane, Ancona emerge per una minor perdita di aziende rispetto al resto della regione: la riduzione registrata è pari al 20,1%, dato migliore se confrontato con il calo più accentuato di Ascoli Piceno (33,6%).
- Proprietà dei terreni: la titolarità prevalente. Nelle Marche la proprietà è il titolo di possesso più diffuso (60,8%); nella provincia di Ancona la quota sale al 63,8%.
- Forma giuridica: predominano le aziende individuali o familiari (91,5%).
- Superficie agricola: la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) regionale era pari a 455.099 ettari (-3,5% rispetto al 2010).
Affitti, proprietà e uso del suolo
Il censimento evidenzia anche le modalità di utilizzo dei terreni. A livello regionale l'affitto rappresenta il titolo di uso più frequente della SAU (29,6%), con punte nelle province di Pesaro Urbino (29,2%) e Macerata (32,7%). Per la superficie agricola totale la distribuzione nelle Marche mostra il 30,9% in proprietà, il 27,9% in affitto e l'1,2% in uso gratuito.
| Provincia | Variazione aziende 2010–2020 | Quota proprietà terreni |
|---|---|---|
| Ancona | -20,1% | 63,8% |
| Ascoli Piceno | -33,6% | 63,5% |
| Fermo | — | 62,6% |
| Macerata | — | — |
Ai fini pratici per gli operatori locali, questi indicatori hanno ricadute concrete: la riduzione del numero di imprese può significare concentrazione delle produzioni, cambiamenti nelle filiere locali e impatti sul mercato del lavoro rurale. La prevalenza della proprietà e la diffusione dell'affitto influenzano le scelte di investimento e la pianificazione d'uso del territorio.
In provincia di Ancona la minore diminuzione del numero di aziende suggerisce una maggiore resilienza o una diversa dinamica di riorganizzazione aziendale rispetto ad altre aree regionali; resta però la necessità di monitorare come questa tendenza influenzerà il tessuto economico e sociale delle comunità rurali.
Per amministrazioni locali, organizzazioni agricole e cittadini i risultati del censimento rappresentano uno strumento utile per calibrare politiche di sostegno, interventi su infrastrutture rurali e programmi di sviluppo territoriale, soprattutto in vista delle sfide poste dai mercati e dai cambiamenti climatici.