La candidatura al centro della piazza
Si è aperta a Grotte di Castro la seconda edizione di InCastro – Festival del Pensare, manifestazione che ieri ha trasformato piazza Matteotti in un luogo di confronto pubblico su prospettive culturali e scientifiche per la Tuscia. La prima giornata è stata segnata dall'ingresso, in modo netto, della proposta di candidatura di Viterbo Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033, tema su cui sono intervenute le principali istituzioni locali.
All'evento sono intervenuti il sindaco di Grotte di Castro, esponenti della Provincia e rappresentanti del Comune di Viterbo, che hanno collocato la candidatura come obiettivo collettivo per il territorio. L'apertura ufficiale ha miscelato dichiarazioni istituzionali e appuntamenti scientifici, caratterizzando il festival come spazio in cui politica culturale e divulgazione si intrecciano.
“Questo festival rappresenta un grande abbraccio tra i territori della Tuscia, che si stringono attorno a Viterbo per traguardare un obiettivo epocale”
La frase del sindaco ha sintetizzato l'idea che anima la proposta: considerare la candidatura non come progetto ristretto ma come processo che coinvolge l'intero territorio provinciale e i diversi attori locali.
Un progetto «bottom-up» secondo gli assessori
Per chi guida il dossier, la candidatura dovrà presentare una visione del territorio capace di guardare al 2033 con proposte innovative e partecipate. L'impostazione, spiegata dall'assessore alla Cultura del capoluogo, è di tipo partecipativo: la valutazione europea, hanno ricordato gli amministratori, privilegia progetti in grado di immaginare il futuro del territorio, non il semplice elenco di beni esistenti.
Nel corso del pomeriggio la piazza ha ospitato anche una serie di interventi scientifici: accademici hanno trattato temi di neurosviluppo e fisiologia, conferendo al festival un taglio interdisciplinare che unisce sapere specialistico e riflessione pubblica.
Impatto locale e prossimi passi
La pubblica discussione in piazza evidenzia alcune implicazioni pratiche per i Comuni della provincia:
- necessità di coordinamento tra amministrazioni locali per la compilazione del dossier;
- coinvolgimento di realtà culturali, scuole e associazioni nel definire progetti condivisi;
- uso del festival come vetrina per proposte e sperimentazioni culturali che possano arricchire il palinsesto del dossier.
La candidatura, se ben strutturata, potrà avere ricadute su turismo, promozione del territorio e finanziamenti per iniziative culturali diffusive, ma richiederà tempo e una progettazione capillare comune a tutti i Comuni della Tuscia.
Relatori della prima giornata
| Nome | Ruolo |
|---|---|
| Antonio Rizzello | Sindaco (intervento sul progetto di candidatura) |
| Alessandro Romoli | Presidente della Provincia |
| Alfonso Antoniozzi | Vicesindaco di Viterbo e assessore alla cultura |
| Francesca Grassi | Professoressa (Fisiologia umana) |
| Neri Accornero | Professore (Neurologia) |
La seconda edizione di InCastro ha dunque ribadito la capacità del festival di essere luogo di mobilitazione culturale per la Tuscia. Nei prossimi mesi sarà importante vedere come si organizzerà la rete dei Comuni e quali proposte concrete verranno inserite nel dossier che andrà valutato a livello europeo.
Per i cittadini, l'appello degli amministratori è a partecipare: incontri pubblici, consultazioni e iniziative locali saranno necessari per costruire una candidatura che rappresenti davvero l'intero territorio.