Operazione nazionale, vittime anche nel Cuneese
La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Padova, coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova, ha concluso le indagini su un'organizzazione criminale che, secondo l'accusa, metteva in atto truffe e minacce "porta a porta" ai danni di persone fragili. L'attività investigativa ha evidenziato che il sodalizio era radicato nel Padovano ma attivo in diverse province italiane, tra cui Cuneo, Torino, Asti, Alessandria, Vercelli e Novara.
Metodi e strumenti dell'indagine
I finanzieri, a seguito di controlli economici routinari nella provincia di Padova, hanno notato uno stile di vita molto disallineato rispetto ai redditi dichiarati da alcuni indagati: frequenti spostamenti in supercar e consumi di lusso che hanno spinto a un approfondimento sui flussi finanziari e sulle attività societarie riconducibili al gruppo. Dalle verifiche è emersa una clientela costituita prevalentemente da donne ultrasessantenni, target del presunto raggiro.
Il sistema accusato: ricarichi elevati e pressioni
Stando agli atti, il gruppo reclutava clienti attraverso elenchi di contatti acquisiti da terzi e inviava agenti a operare capillarmente nei quartieri. Il meccanismo denunciato comprendeva l'offerta ingannevole di prodotti per la casa e servizi con ricarichi molto elevati — in alcuni passaggi del fascicolo si parla di margini fino all'800% — e l'utilizzo di pressioni e minacce per ottenere il pagamento o la sottoscrizione di contratti.
- Sequestri: circa 2,5 milioni di euro ritenuti provento dell'attività illecita.
- Misure cautelari: eseguite cinque misure personali, tra cui una in carcere e due ai domiciliari, nei confronti dei vertici.
- Beni sequestrati: orologi, gioielli, capi di alta moda e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati.
Impatto sul territorio e indicazioni pratiche
Per la provincia di Cuneo la vicenda richiama l'attenzione su un fenomeno che colpisce soprattutto anziani e persone sole: la capillarità del contatto diretto porta spesso a conseguenze patrimoniali gravi per le vittime. Le indagini in corso e le misure cautelari adottate mirano a interrompere la catena dei raggiri e a recuperare le somme ritenute illecite, ma restano fondamentali la prevenzione e la prudenza nella relazione quotidiana con soggetti non noti.
Chi contattare e come difendersi
Le forze dell'ordine raccomandano attenzione: non aprire a sconosciuti che offrono prodotti o servizi porta a porta senza previa verifica, non firmare documenti né effettuare pagamenti sotto pressione e, nel caso di dubbi, contattare la polizia, i carabinieri o la Guardia di Finanza locale. I familiari e i servizi sociali del territorio possono svolgere un ruolo di sorveglianza e informazione verso le persone più vulnerabili.
| Voce | Dati citati |
|---|---|
| Province coinvolte | Cuneo, Torino, Asti, Alessandria, Vercelli, Novara |
| Sequestro preventivo | circa 2,5 milioni di euro |
| Misure cautelari | 5 misure (1 in carcere, 2 ai domiciliari) |
La vicenda è ora all'attenzione della Procura di Padova, che ha chiesto il rinvio a giudizio per i sei soggetti ritenuti responsabili dell'associazione a delinquere. Per i cittadini del Cuneese resta importante segnalare qualsiasi episodio sospetto e collaborare con le autorità per tutelare le fasce più deboli della popolazione.