Bodycam in sperimentazione al Pronto Soccorso del Policlinico di Catania
Il Policlinico universitario “G. Rodolico – San Marco” di Catania ha avviato una fase sperimentale per dotare il personale del Pronto Soccorso di dispositivi di registrazione personali, le cosiddette bodycam. L'iniziativa è stata presentata ieri dal direttore generale Giorgio Giulio Santonocito insieme alla direttrice amministrativa Monica Castro, al direttore del Pronto Soccorso Giuseppe Carpinteri e ad altri responsabili aziendali, rappresentanti delle forze dell'ordine e sindacali.
La misura nasce alla luce di un fenomeno in crescita: solo nel 2025 le aggressioni al personale sanitario hanno coinvolto oltre 23.000 operatori a livello nazionale. Alla base della sperimentazione c'è anche la recente normativa che introduce misure penali specifiche per chi aggredisce operatori sanitari: la legge 171 del 2024 prevede, tra l'altro, la possibilità di arresto in flagranza differita quando sia documentata la condotta violenta.
“Si tratta di uno strumento in più nel circuito della sicurezza”, ha detto il direttore generale.
Il progetto partirà nel reparto di via Santa Sofia come reparto pilota. Secondo quanto illustrato, le immagini registrate dalle bodycam saranno accessibili esclusivamente nei casi previsti dalla legge, con procedure condivise con le forze dell'ordine per garantire la tracciabilità e il corretto utilizzo del materiale. L'obiettivo dichiarato è duplice: aumentare la protezione degli operatori sanitari e fornire agli inquirenti elementi utili a ricostruire eventuali episodi di violenza, anche quando la denuncia non avvenga nell'immediato.
Quali sono le garanzie sulla privacy e sulle procedure
La direzione aziendale ha sottolineato che il ricorso alle bodycam è limitato e regolamentato. L'accesso ai filmati sarà riservato ai casi previsti dalla normativa vigente e secondo protocolli interni: l'uso non è pensato per una registrazione generalizzata dell'attività clinica, ma come strumento per documentare episodi critici. Alla presentazione erano presenti anche esponenti dell'Unità Operativa di Ingegneria Clinica, a conferma che l'adozione tecnica e la gestione dei dispositivi sono state valutate anche sul piano della compatibilità e della sicurezza informatica.
- Obiettivo: tutela e sicurezza del personale sanitario;
- Ambito iniziale: Pronto Soccorso del Policlinico Rodolico – San Marco;
- Accesso alle immagini: consentito solo nei casi previsti dalla legge e secondo procedure aziendali.
Implicazioni per i cittadini e per il servizio sanitario locale
Per i pazienti e i familiari che si rivolgono al Pronto Soccorso la novità dovrebbe tradursi in due effetti concreti: una maggiore percezione di sicurezza per gli operatori e, conseguentemente, una più serena erogazione delle cure in un contesto spesso caratterizzato da elevata pressione emotiva. Allo stesso tempo, la disponibilità di immagini documentali può agevolare le indagini delle forze dell'ordine e l'attivazione di misure giudiziarie nei casi di aggressione.
Resta aperto il confronto con i rappresentanti sindacali e gli ordini professionali sulla durata della sperimentazione, sui protocolli di custodia dei dati e sulle garanzie per la riservatezza dei pazienti. La direzione ha anticipato che quanto appreso nel reparto pilota potrà essere valutato per eventuali estensioni ad altre aree ospedaliere.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Operatori coinvolti in aggressioni (2025) | oltre 23.000 |
| Normativa richiamata | legge 171/2024 (arresto in flagranza differita) |
La scelta del Policlinico di Catania si inserisce in un più ampio dibattito nazionale sulla sicurezza negli ospedali e sui corretti equilibri tra prevenzione, tutela degli operatori e diritti alla privacy. Per il personale del pronto soccorso si apre ora una fase sperimentale che sarà da monitorare nei prossimi mesi per valutarne efficacia e ricadute operative sul territorio etneo.