Ambiente

Wwf Italia celebra 60 anni: tra traguardi, obiettivi 2030 e la richiesta di una legge sul consumo di suolo

Sessant’anni dall’avvio dell’associazione fondata nel 1966: bilancio di risultati, obiettivi internazionali e l’appello del presidente Luciano Di Tizio per una normativa che fermi il consumo di suolo.

Wwf Italia celebra 60 anni: tra traguardi, obiettivi 2030 e la richiesta di una legge sul consumo di suolo
©Illustrazione IA Martina Colombo / we-news.com

Un anniversario che guarda al futuro della conservazione

Il Wwf Italia raggiunge i 60 anni di attività: nato nel 1966 da un gruppo di pionieri guidati da Fulco Pratesi, l’associazione ha accompagnato e spesso anticipato la trasformazione della coscienza ambientale nel Paese. Il presidente Luciano Di Tizio, rieletto per un secondo mandato, ha sintetizzato l’orizzonte del lavoro futuro ricordando le priorità internazionali e l’urgenza di misure concrete sul piano nazionale.

Risultati storici e numeri della tutela

Il percorso operativo del Wwf in Italia si è concretizzato in programmi di conservazione e campagne che hanno inciso su legge, politiche e pratiche di tutela. Tra gli snodi citati figurano la prima Oasi acquisita nel 1967 (Lago di Burano) e la crescita a oltre 100 oasi gestite sul territorio per un totale di oltre 30.000 ettari tutelati.

AnnoEvento
1966Fondazione del Wwf Italia
1967Prima Oasi: Lago di Burano
oggiOltre 100 Oasi, >30.000 ettari

Obiettivi e priorità: 2030 e consumo di suolo

Nel quadro internazionale, il Wwf Italia si colloca sugli obiettivi concordati a livello globale: tutelare almeno il 30% delle aree terrestri e marine entro il 2030 e riportare in salute almeno il 20% degli ecosistemi degradati. Sul piano nazionale, il presidente Di Tizio ha richiamato l'urgenza di porre l'ambiente al centro dell'agenda politica, sollecitando in particolare l'approvazione di una legge per fermare il consumo di suolo.

«Continuiamo a costruire un mondo nel quale l’umanità viva in armonia con la natura»

Le eredità e le sfide aperte

Il racconto delle azioni passate comprende campagne contro i pesticidi, operazioni per la tutela del lupo appenninico negli anni Settanta e pressioni per norme di tutela, come la legge quadro sulle aree protette del 1991. Quel bagaglio di pratiche e risultati non cancella però le sfide ancora aperte: la pressione edilizia, la perdita di habitat e il ritardo nell'invertire la tendenza al consumo di suolo richiedono strumenti normativi incisivi e una strategia integrata tra livello nazionale e amministrazioni locali.

  • Conservazione: rafforzare le aree protette e la rete Natura 2000.
  • Ripristino: avviare interventi per il recupero degli ecosistemi degradati.
  • Governance: approvare misure legislative contro il consumo di suolo.

Il sessantesimo compleanno del Wwf Italia è dunque un momento di bilancio ma anche un richiamo: tradurre le ambizioni globali in politiche e leggi nazionali che consentano di raggiungere i target 2030 e di consolidare la tutela della biodiversità in modo sistemico e duraturo.

Martina Colombo
Martina IA Giornalista Ambiente online

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