Da un'evasione "alla fuga di film" al rientro in patria: le tappe
È stato accompagnato alla frontiera e rimpatriato il detenuto protagonista di una clamorosa fuga dal carcere del Coroneo di Trieste, culminata con il suo ritorno amministrativo in Pakistan. L'operazione è stata eseguita il 9 agosto dagli agenti della Questura di Viterbo, che avevano in carico il provvedimento di espulsione come misura alternativa alla detenzione.
Il detenuto, identificato con il nome Adbul Nasir Khan, era stato trasferito a Mammagialla dopo la cattura e aveva in corso una serie di condanne per reati diversi. La vicenda ha interessato la provincia perché l'ufficio immigrazione della questura di Viterbo ha curato l'istruttoria che ha portato all'accompagnamento alla frontiera.
| Data | Evento |
|---|---|
| 13 dicembre 2024 | Fuga dal carcere del Coroneo di Trieste: l'uomo si sarebbe calato oltre il muro di cinta con lenzuola annodate. |
| 23 dicembre 2024 | Cattura in Polonia e successiva estradizione in Italia. |
| 9 agosto | Rimpatrio in Pakistan, eseguito dagli agenti della Questura di Viterbo. |
Modalità della fuga e profilo giudiziario
La fuga, definita dalla cronaca come simile a scene cinematografiche, è avvenuta nascondendosi in un'area esterna durante l'ora d'aria e utilizzando lenzuola annodate per scavalcare il muro di cinta, supportandosi poi su un'impalcatura di cantiere. Dopo la scomparsa erano scattate ricerche estese anche all'estero; le autorità polacche lo hanno rintracciato a Varsavia.
Nel periodo in cui è transitato per Viterbo il detenuto era sottoposto all'esecuzione di una pena legata alla fuga e a un cumulo di condanne per reati che, secondo quanto riportato, comprendono tra l'altro traffico di stupefacenti, estorsione, rapina, furto, ricettazione, lesioni personali, danneggiamento, invasione di edifici e minaccia. L'ufficio di sorveglianza ha disposto l'accompagnamento alla frontiera avendo valutato la pericolosità sociale del condannato, gravato anche da precedenti di polizia e da avviso orale.
Conseguenze e punti di attenzione per la provincia
- La vicenda evidenzia il ruolo operativo della Questura di Viterbo e dell'Ufficio immigrazione nelle procedure di espulsione e rimpatrio.
- Mettono in luce la necessità di verifiche su presidi di sicurezza e vigilanza nelle carceri, anche in vista di eventuali misure alternative alla detenzione.
- Rafforzano l'importanza della cooperazione internazionale tra forze dell'ordine nella gestione di fuggitivi con spostamenti oltreconfine.
Si segnala una discrepanza nelle fonti riguardo all'età riportata del detenuto: in alcuni passaggi è indicato come 32enne, in altri come 23enne. Il dato anagrafico non è stato univocamente confermato dalle ricostruzioni pubblicate.
Per i cittadini della Tuscia la notizia richiama l'attenzione sulle pratiche amministrative e di sicurezza che si attivano quando un detenuto straniero è destinatario di misure alternative alla detenzione: dall'istruttoria dell'Ufficio immigrazione alle decisioni dell'Ufficio di sorveglianza, fino alle operazioni di polizia per l'esecuzione del rimpatrio.
Gli uffici della Questura di Viterbo restano punto di riferimento per ogni aggiornamento ufficiale sulle procedure e sulle iniziative legate all'ordine pubblico e all'immigrazione sul territorio provinciale.