Interventi mirati per alleggerire i reparti e contenere le attese
L'Azienda Ulss 2 ha varato un piano straordinario per garantire la continuità dell'assistenza sanitaria nella provincia di Treviso durante i mesi estivi, quando i reparti ospedalieri e i pronto soccorso registrano normalmente un aumento degli accessi. L'iniziativa prevede l'ingaggio di 22 medici in regime libero-professionale per un investimento complessivo di 520.000 euro.
La misura nasce dalla necessità di dare risposte concrete alla carenza di personale in prima linea e all'allungamento delle liste d'attesa per prestazioni non urgenti. Parte consistente delle risorse è stata destinata ai Pronto Soccorso, considerati il nodo più critico per la tenuta dei servizi.
Distribuzione dei rinforzi nei Pronto Soccorso
Per la medicina di emergenza-urgenza l'Ulss ha previsto l'impiego di 17 medici, con una dotazione finanziaria di circa 407.000 euro ripartita su due graduatorie libero-professionali a copertura semestrale. La prima tranche assegna personale a vari presidi, la seconda completa la copertura dei turni.
| Presidio | Medici (prima tranche) | Medici (seconda tranche) |
|---|---|---|
| Montebelluna | 5 | 1 |
| Treviso | 2 | 1 |
| Conegliano | 1 | 1 |
| Oderzo | 1 | 1 |
| Castelfranco | – | 4 |
Altre specialità coinvolte e costi indicativi
Oltre all'emergenza, il piano copre altre sei specialità che soffrono di carenza di medici nei presidi locali. Tra gli interventi segnalati:
- a Conegliano è stato contrattualizzato un medico per Ostetricia e Ginecologia, con un impegno di 8 ore settimanali a 80 euro l'ora (costo indicato per semestre: 16.640 euro);
- all'Ortopedia di Treviso il primario ha acquisito un nuovo medico per 18 ore settimanali a 80 euro l'ora (costo semestrale indicato: 37.440 euro).
Queste scelte puntano a mantenere prestazioni diagnostiche e interventistiche essenziali — per esempio ecografie ostetriche e l'attività ortopedica programmata — riducendo l'impatto delle carenze strutturali sui pazienti.
Perché è una misura urgente
I pronto soccorso della provincia gestiscono una media stimata in migliaia di accessi mensili e soffrono per la scarsità di personale, fenomeno che si acuisce nel periodo estivo. L'intervento dell'Ulss è pensato per limitare situazioni di sovraccarico che possono compromettere i tempi di attesa e la qualità delle cure.
Il ricorso a contratti libero-professionali è una soluzione a medio-breve termine che permette di reperire rapidamente competenze cliniche; resta però aperta la necessità di strategie strutturali a lungo periodo per stabilizzare gli organici.
Cosa cambia per i cittadini
Per i residenti i principali effetti attesi sono:
- una maggiore copertura dei turni nei pronto soccorso e, quindi, potenzialmente tempi di attesa più contenuti;
- mantenimento di prestazioni diagnostiche e ambulatoriali in reparti altrimenti sguarniti;
- un sollievo temporaneo per le strutture periferiche, che spesso subiscono dispersione di servizi per carenze di personale.
Resta da monitorare l'efficacia delle misure nei mesi a venire, anche in relazione all'andamento degli accessi e alla capacità dell'Azienda sanitaria di convertire queste soluzioni in stabilizzazioni del personale. Sul piano operativo, i cittadini possono rivolgersi ai singoli presidi per informazioni sui tempi di attesa e sugli orari delle attività rafforzate.