Ritrovamento dopo ore di ricerche nel centro di Como
Nella tarda serata di martedì 21 luglio i sommozzatori dei Vigili del fuoco hanno recuperato il corpo senza vita di una bambina di 10 anni dispersa nelle acque del lago di Como. L'episodio è avvenuto nella zona dei Giardini a lago, di fronte al Tempio Voltiano, un'area del centro cittadino dove vige il divieto di balneazione.
Secondo quanto ricostruito dalle forze di soccorso, la bambina, in gita con la famiglia, si sarebbe tuffata intorno alle 15 e non sarebbe più riemersa. L'allarme è stato lanciato immediatamente, ma nonostante l'intervento tempestivo dei soccorsi il ritrovamento è avvenuto soltanto alcune ore dopo, poco prima delle 23.
Impegno coordinato dei soccorsi
Alle operazioni di ricerca hanno partecipato unità navali della Guardia di finanza e dei Vigili del fuoco; in un secondo momento sono intervenuti i sommozzatori del Corpo giunti da Torino con elicottero. Sul posto erano presenti anche i sanitari di AREU e l'elisoccorso del 118.
| Orario | Fatto |
|---|---|
| Circa 15:00 | La bambina si tuffa e scompare |
| Subito dopo | Allarme e intervento iniziale delle pattuglie |
| Sera | Arrivo di unità navali e sommozzatori |
| Poco prima delle 23:00 | Recupero del corpo |
La famiglia, di origine marocchina e giunta in Italia per una visita a parenti residenti nel Monzese, è stata accompagnata in Questura in stato di choc. La giornata, che doveva essere di svago, si è trasformata in tragedia per parenti e persone presenti sulle rive.
Il luogo e i rischi noti
Il punto dove è avvenuto l'incidente è caratterizzato dalla presenza di un'ampia secca che riaffiora ciclicamente con il calo del livello dell'acqua e che ogni anno richiama numerosi bagnanti, nonostante il divieto di balneazione segnalato. Secondo le prime ricostruzioni la bambina stava giocando in corrispondenza di questo banco emerso quando, dopo il tuffo, sarebbe stata probabilmente trascinata dalla corrente in un tratto in cui il fondale digrada improvvisamente.
- Il luogo è in pieno centro cittadino, con alta frequentazione turistica.
- Segnalazioni di divieto di balneazione sono presenti, ma ogni estate quel punto attira bagnanti.
- L'intervento ha coinvolto più corpi e mezzi, compresi sommozzatori arrivati da Torino.
La vicenda solleva interrogativi pratici per la sicurezza delle sponde del lago in centro città e sulle misure di prevenzione e controllo, soprattutto nei tratti soggetti a secche e correnti. Le autorità competenti e le forze dell'ordine effettueranno gli accertamenti del caso per ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto.
Per la comunità comasca si tratta di una perdita dolorosa che richiama alla necessità di maggiore attenzione nelle aree non balneabili, sia da parte dei visitatori sia attraverso misure di presidio e informazione più efficaci.