Ricordo e richiesta di verità dopo trentacinque anni
In occasione del trentacinquesimo anniversario della scomparsa di Nicola Guerriero e Salvatora Tieni, avvenuta l'11 agosto 1991 a Torre Santa Susanna, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha reso pubblico un richiamo alla memoria e al diritto alla verità. La vicenda della famiglia Guerriero è parte di un capitolo drammatico della storia recente del territorio brindisino, quando la violenza della Sacra Corona Unita segnò profondamente la comunità locale.
La dinamica familiare è legata alla scomparsa del figlio Romolo, autista di Cosimo Persano. Secondo le ricostruzioni giudiziarie, Persano venne ucciso il 9 marzo 1990 e Romolo sopravvisse all'agguato; successivamente, il 29 maggio 1990 Romolo scomparve. I suoi resti furono ritrovati sette anni dopo in contrada Monticelli. Per gli omicidi di Romolo Guerriero e Cosimo Persano è stata emessa una condanna definitiva all'ergastolo nei confronti di Ciro Bruno.
Il significato civile della ricerca della verità
Di fronte alla perdita del figlio, Nicola e Salvatora non si arresero: continuarono a cercare risposte, a rivolgersi alle autorità e a pretendere chiarezza sulla sorte di Romolo. In un periodo caratterizzato da intimidazioni e omertà, il loro comportamento assunse un valore civico rilevante, perché contrapponeva alla paura e al silenzio la richiesta pubblica di verità.
Quella stagione fu particolarmente grave per Torre Santa Susanna: le cronache e le indagini indicano che, nel solo 1990, furono registrate numerose scomparse nel territorio comunale, con la “lupara bianca” spesso indicata come metodo per eliminare persone e cancellarne le tracce. La scomparsa di Nicola e Salvatora, avvenuta l'11 agosto 1991, ha lasciato una ferita che resta aperta ancora oggi, nonostante alcune condanne giudiziarie legate agli episodi più noti della vicenda.
Per la comunità locale: memoria, diritti e responsabilità
Il richiamo del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani sottolinea due elementi per la vita civile del territorio:
- il valore della memoria come strumento di tutela delle vittime e delle famiglie;
- l'importanza del diritto alla verità e della distinzione tra fatti accertati in sede giudiziaria e circostanze non confermate dalle indagini.
Per gli abitanti di Torre Santa Susanna e per chi segue le vicende giudiziarie e sociali della provincia di Brindisi, il caso rimane un monito sulla necessità di sostegno alle famiglie che cercano giustizia e su quanto la memoria collettiva sia fondamentale per la coesione democratica.
| Data | Evento |
|---|---|
| 9 marzo 1990 | Omicidio di Cosimo Persano (agguato) |
| 29 maggio 1990 | Scomparsa di Romolo Guerriero |
| 1997 (sette anni dopo) | Ritrovamento dei resti di Romolo in contrada Monticelli |
| 11 agosto 1991 | Scomparsa di Nicola Guerriero e Salvatora Tieni |
Il richiamo dei docenti dei diritti umani evidenzia anche la necessità di collegare il ricordo delle vittime a politiche di contrasto alle mafie e a percorsi di sostegno alle famiglie. Per la comunità locale, la ricorrenza deve servire non solo a commemorare, ma a rinnovare l'impegno civico verso la verità e la legalità.
Resta inoltre fondamentale, per cittadini e istituzioni, mantenere attenzione sulle vicende non definitivamente chiarite che ancora pesano sul tessuto sociale del territorio e favorire azioni che evitino la ripetizione di episodi simili in futuro.