La provincia di Torino mantiene una posizione di primo piano nel mercato automobilistico italiano: tra gennaio e luglio 2026 sono state registrate 82.074 nuove immatricolazioni, un risultato che colloca il territorio torinese al secondo posto in Italia, dietro solo a Roma. I dati emergono dai prospetti mensili del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e confermano un ruolo di rilievo del mercato locale, pur in un quadro industriale segnato da ridimensionamenti produttivi e difficoltà della filiera.
Volumi, stagionalità e composizione delle immatricolazioni
Nel complesso nazionale, tra gennaio e luglio sono state immatricolate 1.060.175 vetture (+8,9% rispetto allo stesso periodo del 2025). La provincia di Torino ha così contribuito per il 7,7% del totale nazionale, una quota significativa per un singolo territorio. Il mese con il maggior numero di immatricolazioni è stato marzo (16.798), seguito da febbraio (15.285); il dato più basso è stato registrato a luglio (7.224), con un rallentamento estivo che però non ha intaccato la posizione nazionale.
Il risultato non deriva più esclusivamente dalla produzione locale: a sostenere i volumi concorrono diversi canali di mercato. In particolare:
- acquisti privati;
- flotte aziendali e noleggio a lungo termine;
- attività dei concessionari e vendite di vetture a chilometri zero.
Marchi più scelti e ruolo di Stellantis
Nel territorio torinese continua a emergere la predominanza del gruppo Stellantis. Tra i marchi più immatricolati nei primi sette mesi dell'anno si segnala in testa Fiat con 19.576 vetture, seguita da Peugeot (9.258) e Jeep (6.187). Questi numeri mostrano come, sebbene la produzione abbia perso parte della centralità storica, il legame commerciale con i brand nati dall'eredità industriale torinese resti forte.
Secondo l’analisi di Catello Esposito, presidente di Theorema-Intergea, uno dei maggiori gruppi italiani di concessionarie, Torino resta una roccaforte di Stellantis, sebbene il legame si sia progressivamente indebolito.
Implicazioni locali
Per i residenti e per le imprese del territorio i numeri hanno alcune ricadute pratiche. Un mercato dell'usato meno dinamico o flussi maggiori di immatricolazioni aziendali possono influenzare i prezzi delle vetture sul territorio e la domanda di servizi collegati (officine, ricambistica, autonoleggio). Sul fronte dell'occupazione, il ridimensionamento degli stabilimenti non viene compensato automaticamente dal buon andamento delle vendite: la filiera rimane sotto pressione e la transizione tecnologica verso l'elettrico pone ulteriori sfide per la formazione e il ricambio professionale.
Concessionari e operatori locali dovranno monitorare le tendenze di fine anno, soprattutto la ripresa o il rallentamento del canale del noleggio e delle flotte aziendali, che incidono in modo rilevante sui volumi complessivi. Allo stesso tempo, le istituzioni locali e le parti sociali seguono con attenzione l'evoluzione occupazionale e la necessità di politiche di sostegno o riqualificazione per i lavoratori coinvolti dalla riorganizzazione della produzione.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Immatricolazioni (gen-lug 2026) | 82.074 |
| Quota sul totale nazionale | 7,7% |
| Top marchio (Fiat) | 19.576 |
Il mantenimento del secondo posto nazionale indica che la relazione tra Torino e l'automobile rimane viva ma mutata: non più dominata unicamente dalla produzione, bensì da un ecosistema commerciale e di servizi che continua ad avere nel territorio piemontese un peso superiore alla media nazionale. Per cittadini, imprese e amministrazioni locali la sfida è ora trasformare questa centralità di mercato in opportunità concrete per lavoro qualificato, servizi e una mobilità coerente con gli obiettivi ambientali e urbanistici della città e della provincia.