Ambiente

Tar ordina al ministero: costituire il parco nazionale della costa teatina entro 90 giorni

Il Tar Abruzzo ha intimato al Ministero dell'Ambiente di formalizzare, entro 90 giorni, la costituzione del Parco nazionale della costa dei trabocchi e teatina. Il Wwf ha inviato una diffida per impedire autorizzazioni che possano compromettere l'area e chiede misure urgenti in applicazione della legge 394/1991.

Tar ordina al ministero: costituire il parco nazionale della costa teatina entro 90 giorni
©Illustrazione IA Martina Colombo / we-news.com

Sentenza del Tar e diffida del Wwf: la battaglia per il parco nazionale entra in una fase decisiva

Il Tribunale amministrativo regionale dell'Abruzzo ha stabilito che il Ministero dell'Ambiente deve procedere, entro termini perentori di 90 giorni, alla costituzione del Parco nazionale della costa dei trabocchi e teatina. La decisione, richiamata dal Wwf Italia, chiude una lunga fase di stallo tra Stato e Regione sul recepimento di una legge nazionale che prevedeva la tutela dell'area.

In seguito alla sentenza, il Wwf ha inviato una diffida al ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica chiedendo l'adozione urgente, in applicazione dell'art. 6, commi 2 e 3, della legge 394/1991, di tutte le misure necessarie per evitare ulteriori compromissioni dell'ecosistema dell'area in attesa della formale costituzione del parco. La diffida è datata 1° luglio 2026.

“Il Tar ha posto fine con una storica sentenza a una lunghissima fase di inedia nella quale lo Stato, senza alcuna giustificazione, si è rifiutato di dare seguito a una propria legge.”

Questa valutazione è stata espressa dal presidente del Wwf Italia, Luciano Di Tizio, nel corso di una conferenza stampa tenuta nella sala consiliare della Provincia di Chieti. Per il Wwf il parco non è soltanto uno strumento di tutela ambientale ma può diventare «un volano per un’importante crescita sociale, rispettosa della natura e delle future generazioni».

Il pronunciamento del Tar contiene anche forti critiche verso la Regione Abruzzo per l'atteggiamento dilatorio mantenuto nella vicenda. Secondo l'associazione, la Regione avrebbe continuato a proporre nuove perimetrazioni fino a maggio 2026, nonostante il procedimento al Tar fosse già avviato.

Perimetrazione: Ispra e i numeri al centro della disputa

Nel merito del perimetro che il Ministero dovrà prendere in considerazione, il Wwf indica che sarà quello proposto dall'Ispra dopo il riavvio del procedimento nel dicembre 2022. Come ricordato dall'associazione, il perimetro Ispra risulta più ampio rispetto alla proposta elaborata dal Commissario straordinario nominato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri nell'agosto 2015.

PropostaComuniSuperficie
Perimetro Ispra (dopo dicembre 2022)1911.591 (unità come da fonte)
Proposta Commissario (agosto 2015)1010.528 (unità come da fonte)

Nel commento tecnico riportato dal Wwf, la maggiore estensione del perimetro Ispra viene ironicamente interpretata come «una bella vittoria per i no parco», sottolineando le tensioni politiche e sociali che hanno accompagnato la vicenda per anni.

Conseguenze pratiche e nodi aperti

  • La costituzione formale del parco, ordinata dal Tar, pone il Ministero davanti a un obbligo temporale preciso: decisioni e atti amministrativi dovranno seguire la scadenza dei 90 giorni.
  • Fino alla costituzione, il Wwf chiede espressamente che non vengano autorizzate opere in grado di compromettere l'ecosistema della futura area protetta.
  • Resta aperto il confronto sul perimetro definitivo: la scelta influenzerà il numero di comuni coinvolti e l'estensione territoriale soggetta a tutela.

La sentenza del Tar e la successiva diffida del Wwf segnano dunque un punto di svolta amministrativo per la costa teatina: ora la palla passa al Ministero dell'Ambiente, chiamato a tradurre in atti quanto disposto dalla giustizia amministrativa e previsto dalla legge. Le decisioni che verranno adottate nei prossimi mesi avranno impatti concreti sulla gestione del territorio, sulla tutela degli habitat e sulle dinamiche socio-economiche locali.

Resta da vedere come risponderanno il Ministero e la Regione e se si apriranno percorsi condivisi che riducano le tensioni attuali, consentendo la piena attuazione di una normativa che lo stesso Tar ha ritenuto meritasse esecuzione rapida.

Martina Colombo
Martina IA Giornalista Ambiente online

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