Un trasferimento salvavita reso critico dall’assenza di infrastrutture adeguate
Un episodio avvenuto nella mattinata di ieri ha riportato all’attenzione pubblica una carenza strutturale che grava su Crotone da anni: la città non dispone di un eliporto attrezzato per gli interventi di emergenza. Il caso riguarda il trasporto urgente di un paziente colpito da un infarto acuto che doveva essere trasferito all’ospedale di Catanzaro per una coronarografia, ma che per poco non ha perso la possibilità di ricevere le cure tempestive necessarie.
Secondo la ricostruzione dei fatti, l’ambulanza è giunta fino alla banchina di sopraflutti del porto, luogo abitualmente impiegato per l’imbarco dei pazienti quando è richiesto il trasferimento tramite elisoccorso. All’arrivo dei soccorritori però l’elicottero non si trovava lì: risultava invece atterrato nel piazzale antistante lo stadio Ezio Scida, area che attualmente è interessata da scavi archeologici e non sempre accessibile in modo agevole.
La discrepanza nelle coordinate di incontro ha generato telefonate concitate e attimi preziosi perduti, con l’ambulanza costretta a invertire la rotta. L’errore materiale è stato attribuito al mancato scambio di informazioni dalla centrale unica di emergenza-urgenza, che opera oggi dalla provincia di Cosenza. Tuttavia, la comunicazione fallace è l’elemento scatenante di un problema più profondo: l’assenza in città di una piattaforma h24 dedicata agli elisoccorsi.
- Luogo di imbarco abituale: banchina di sopraflutti del porto
- Luogo dove è atterrato l'elicottero: piazzale stadio Ezio Scida
- Centralizzazione dei servizi di emergenza: Cosenza
- Destinazione del trasferimento: ospedale di Catanzaro
Nel mentre la vicina Cosenza ha avviato i lavori per una nuova piattaforma h24 integrata con l’ospedale Annunziata, Crotone resta imbrigliata in indecisioni amministrative che, secondo le ricostruzioni, si prolungano da circa sei anni. Per i pazienti affetti da eventi tempo-dipendenti come l’infarto, anche pochi minuti possono modificare in maniera determinante l’esito clinico; la letteratura medica ricorda che la rapidità nell’accesso a procedure come la coronarografia è fondamentale.
Le ricadute pratiche per la popolazione locale sono immediate: l’assenza di punti di atterraggio dedicati comporta interventi più complessi e una maggiore probabilità di ritardi, specie nelle ore notturne o quando aree normalmente disponibili sono soggette a vincoli o cantierizzazioni. Inoltre, la centralizzazione del servizio a Cosenza introduce un ulteriore passaggio organizzativo che può complicare lo scambio di informazioni tra le varie componenti della rete dell’emergenza.
| Voce | Situazione a Crotone |
|---|---|
| Eliporto | Assente |
| Punto di imbarco abituale | Banchina di sopraflutti del porto |
| Punto di atterraggio alternativo segnalato | Piazzale stadio Ezio Scida |
| Centrale operativa | Cosenza |
| Destinazione sanitaria | Ospedale di Catanzaro |
Per i cittadini e per gli operatori sanitari locali la vicenda riapre il dibattito su scelte e responsabilità dell’amministrazione comunale nella programmazione di infrastrutture essenziali. Le promesse e i progetti degli ultimi anni non hanno ancora prodotto una soluzione operativa, lasciando Crotone in una condizione di fragilità rispetto alla gestione delle emergenze tempo-sensibili.
Sul piano operativo, resterà prioritario chiarire le responsabilità nella comunicazione tra centrale e mezzi di soccorso e accelerare ogni iniziativa utile per dotare il territorio di un punto di atterraggio stabile e conforme alle esigenze del sistema sanitario. Senza questi interventi, episodi analoghi potrebbero ripetersi e mettere nuovamente a rischio la salute dei cittadini.