Operazione della Guardia di Finanza mette sotto accusa una rete di fatture false e movimentazioni in contanti
La Guardia di Finanza di Milano ha portato alla luce un sistema clandestino di gestione del contante e di frode fiscale che, secondo gli atti investigativi, faceva capo a una struttura organizzata per eludere controlli bancari e fiscali. L'indagine coordinata dalla Procura ha portato all'esecuzione di un'ordinanza cautelare nei confronti di sette persone, con misure che comprendono arresti domiciliari, interdizioni e obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.
Gli elementi contestati agli indagati riguardano, a vario titolo, reati tributari e operazioni di riciclaggio. Al cuore dell'attività criminale, riferiscono gli investigatori, c'erano società riconducibili a prestanome che emettevano documentazione contabile fittizia a favore di imprese italiane, in particolare operanti nel settore della lavorazione dei metalli.
- Settantaquattro (intesi come numero complessivo degli indagati? vedi provvedimento): la Procura ha emesso l'ordinanza nei confronti di 7 persone.
- Sequestri per complessivi circa 2,5 milioni di euro, frutto di più interventi investigativi.
- Un appartamento individuato come centro operativo per la gestione del contante.
Le prime attività investigative erano già culminate lo scorso maggio con perquisizioni e il sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 1,7 milioni di euro. Successivamente gli organi inquirenti hanno disposto un ulteriore sequestro di circa 810 mila euro, portando così il totale bloccato intorno ai 2,5 milioni.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il meccanismo illecito faceva leva sull'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per abbattere i redditi imponibili delle società committenti. Il valore complessivo delle fatture ritenute false supera, nelle carte investigative, la soglia di 134 milioni di euro. Parte dei pagamenti effettuati in relazione a queste fatture sarebbe stata trasferita su conti esteri riconducibili a cittadini di nazionalità cinese, con movimentazioni ricostruite per oltre 80 milioni di euro, e in seguito sarebbe rientrata in Italia in contante.
| Voce | Valore indicato |
|---|---|
| Fatture false | 134 milioni di euro |
| Movimentazioni estere ricostruite | 80 milioni di euro |
| Sequestri complessivi | 2,5 milioni di euro |
| Persone interessate dall'ordinanza | 7 |
Tra le misure disposte dal Gip figurano: quattro arresti domiciliari, il divieto di esercitare l'attività professionale per un commercialista coinvolto, l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per un indagato e l'obbligo di dimora per un altro. Un appartamento è stato indicato dagli investigatori come centro operativo usato per la gestione del denaro contante.
Per i cittadini e le imprese della provincia di Milano la vicenda richiama l'attenzione su due aspetti concreti: la vulnerabilità delle filiere produttive che possono essere usate come 'veicolo' per pratiche di evasione, e la persistenza dei circuiti di riciclaggio che aggirano i controlli bancari con uscite verso conti esteri e rientri in contanti. Le autorità continuano le indagini per appurare l'intera estensione della rete e per recuperare ulteriori risorse sottratte all'erario.
Le attività della Guardia di Finanza si inseriscono in un contesto più ampio di contrasto all'economia sommersa e alle frodi fiscali che, oltre all'impatto sulle entrate pubbliche, incidono sulla competitività delle imprese che operano correttamente. I prossimi atti processuali e le eventuali comunicazioni della Procura chiariranno i contorni dell'operazione e l'eventuale coinvolgimento di altre imprese o professionisti sul territorio.
Chiunque avesse informazioni utili o fosse parte lesa dalle pratiche contestate è invitato a rivolgersi alle autorità competenti per cooperare con gli accertamenti in corso.