Un nuovo tassello per la filiera del riciclo in Italia
È stato inaugurato a Colico (Lecco) il nuovo impianto di Seval dedicato al trattamento delle batterie agli ioni di litio, prima tappa di un piano industriale complessivo da oltre 30 milioni di euro. L'operazione — finanziata in parte con risorse del PNRR — punta a trasformare rifiuti complessi in materie prime riutilizzabili, contribuendo agli obiettivi europei di autonomia sulle materie critiche.
La tecnologia e la produzione
Il nuovo stabilimento utilizza il processo Duesenfeld, che evita il trattamento termico: le batterie vengono scaricate, inertizzate e macinate per ottenere la cosiddetta black mass, una polvere catodica ricca di litio, cobalto e nichel. Il polo di Colico e quello di Balvano (Potenza), già completato e in attesa di collaudo, avranno ciascuno una capacità di trattamento pari a 15.000 tonnellate all'anno.
«punta a diventare uno dei principali produttori europei di black mass»
Numeri, struttura e capacità
Seval oggi conta circa 500 collaboratori, nove stabilimenti produttivi e un fatturato di circa 130 milioni di euro. L'azienda dichiara una capacità complessiva di trattamento di rifiuti pari a 180.000 tonnellate all'anno, con una quota significativa costituita dai RAEE. L'investimento annunciato integra risorse pubbliche e private per sviluppare una piattaforma di riciclo specifica per le pile agli ioni di litio, comparto che ha registrato la crescita più rapida tra i diversi tipi di pile trattati dall'azienda negli ultimi anni.
Impatto per famiglie, imprese e filiera
Il potenziamento degli impianti per il riciclo ha ricadute concrete su più fronti:
- Consumatori e famiglie: una maggiore capacità di riciclo contribuisce a ridurre la dipendenza dall'importazione di materie prime critiche, elemento che sul medio termine può incidere sui costi industriali e, indirettamente, sui prezzi di prodotti che utilizzano batterie (ad es. elettronica di consumo e veicoli elettrici).
- Commercianti e officine: una filiera di recupero nazionale più sviluppata semplifica lo smaltimento e la gestione dei RAEE e dei sistemi di accumulo usati, riducendo tempi e costi logistici per chi ritira e avvia al riciclo le batterie esauste.
- Imprese manifatturiere: il recupero di litio, cobalto e nichel favorisce un approvvigionamento più stabile e sostenibile di materiali critici, con potenziali benefici per la competitività e la resilienza delle filiere industriali italiane ed europee.
Contesto normativo e obiettivi europei
La mossa di Seval arriva in un quadro regolatorio e strategico che dà crescente priorità al riciclo: il Critical Raw Materials Act dell'Unione Europea fissa tra gli obiettivi per il 2030 che almeno il 25% del consumo annuo di materie prime critiche dell'UE provenga dal riciclo dei rifiuti. L'inaugurazione ha visto la partecipazione del ministro dell'Ambiente, segnale di attenzione istituzionale verso una filiera che per vari versi assume carattere strategico in ottica di autonomia tecnologica ed energetica.
Prospettive e criticità
Seval punta a consolidare una posizione rilevante nel mercato europeo della black mass, ma il percorso di scala richiederà attenzione a diversi fattori: integrazione con gli altri anelli della filiera (impiego della black mass nei processi chimici per il riciclo secondario), certezza degli approvvigionamenti di batterie da trattare, e continuità del sostegno pubblico per la realizzazione e l'adeguamento impiantistico. Sul piano occupazionale, l'espansione produttiva potrà sostenere l'occupazione diretta e indiretta, mentre per cittadini e imprese il beneficio atteso è una maggiore sovranità sulle materie prime critiche e una gestione più efficiente dei rifiuti tecnologici.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Investimento complessivo | 30 milioni di euro |
| Capacità impianto (Colico) | 15.000 t/anno |
| Capacità impianto (Balvano) | 15.000 t/anno |
| Personale | circa 500 collaboratori |
| Fatturato | ~130 milioni di euro |
La nuova struttura di Colico segna un passo concreto nel percorso italiano verso una maggiore circolarità dei materiali critici. Resta da monitorare l'effettiva integrazione della black mass nel circuito del riciclo chimico e l'evoluzione del mercato delle materie prime, fattori che determineranno l'efficacia complessiva dell'iniziativa sul piano economico e ambientale.