Una manifestazione per chiedere maggior sicurezza a Sestri Ponente è degenerata nella serata di lunedì 6 luglio in episodi di violenza che hanno coinvolto anche operatori dell'informazione. Diverse testate, tra cui Repubblica e Il Secolo XIX, hanno segnalato aggressioni fisiche e sottrazioni di strumenti di lavoro a cronisti impegnati nella copertura della fiaccolata.
La dinamica degli episodi
Secondo i resoconti raccolti sul posto, alla manifestazione hanno partecipato diverse centinaia di persone. Il corteo, promosso dal gruppo Facebook “Genova Insicura” e dall'Unione dei Comitati Genovesi, ha percorso il quartiere e si è poi diretto verso piazza Baracca, dove era previsto un presidio di segno opposto organizzato da Anpi, Avs e altre sigle.
Al rientro del corteo si sono accesi scontri verbali e spintoni. In almeno due episodi documentati, a un giornalista di Repubblica è stato sottratto momentaneamente il telefono con cui stava lavorando (poi recuperato), mentre un fotoreporter del Secolo XIX ha subito il lancio a terra della propria attrezzatura, seguito da strattoni che gli hanno anche strappato la camicia.
Reazioni e richieste delle sigle professionali
L'episodio ha suscitato immediata presa di posizione da parte dei rappresentanti dei giornalisti locali e nazionali. L'Associazione Ligure dei Giornalisti, l'Ordine Ligure dei Giornalisti e il Gruppo Cronisti Liguri hanno espresso solidarietà ai colleghi e chiesto che i responsabili vengano identificati. In merito è intervenuta anche la Federazione Nazionale della Stampa Italiana che ha denunciato quanto avvenuto e ha sollecitato un intervento deciso delle istituzioni.
“Auspichiamo che i responsabili di tali violenze vengano immediatamente identificati e che le istituzioni e la politica tutta prendano in maniera immediata e netta le distanze e condannino quanto accaduto”.
Chi era presente alla manifestazione
Tra i partecipanti alla fiaccolata sono stati segnalati diversi esponenti del centrodestra cittadino e regionale. Tra i nomi citati dalle cronache locali figurano:
- Francesco Maresca (consigliere comunale, Futuro Nazionale)
- Alessandra Bianchi, Valeriano Vacalebre, Nicholas Gandolfo (esponenti di Fratelli d'Italia)
- Stefano Balleari (presidente del consiglio regionale)
- Lilli Lauro, Massimo Nicolò (assessore regionale alla Sanità)
- Matteo Rosso (commissario regionale di FdI e deputato)
- Selena Candia e Gianni Pastorino presenti al presidio di piazza Baracca
| Ruolo | Nome |
|---|---|
| Consigliere comunale | Francesco Maresca |
| Presidente consiglio regionale | Stefano Balleari |
| Assessore regionale | Massimo Nicolò |
Indagini e responsabilità
Le autorità locali stanno procedendo alle verifiche. Secondo le testimonianze, sono in corso accertamenti di polizia giudiziaria e di ordine pubblico per ricostruire la sequenza degli eventi, identificare i responsabili delle aggressioni e stabilire eventuali profili di responsabilità penale o amministrativa.
Le organizzazioni dei giornalisti hanno annunciato incontri con i vertici delle forze dell'ordine: è prevista una riunione con la prefetta e la questura cittadina per discutere le modalità di tutela degli operatori dell'informazione nelle manifestazioni pubbliche e le misure da adottare per prevenire nuovi episodi.
La vicenda riporta al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza dei cronisti sul campo, in particolare durante eventi contrapposti dal punto di vista politico e sociale. Le istituzioni locali sono chiamate a rispondere non solo con attività di indagine, ma anche con iniziative che garantiscano la possibilità di svolgere il lavoro di informazione senza rischi.
Restano ferme la presunzione di innocenza nei confronti degli eventuali indagati e la necessità che le indagini accertino i fatti con rigore. Si attendono sviluppi dalle verifiche in corso e dalle eventuali denunce formali presentate dalle vittime.