Consiglio comunale approva il Piano Tari: nessun rincaro per i cittadini
Il consiglio comunale di Sassari ha approvato il Piano economico finanziario della tariffa sui rifiuti (Tari) senza applicare aumenti alle bollette dei cittadini. La decisione, illustrata dall'assessore alla Transizione ecologica e vicesindaco Pierluigi Salis, arriva in un contesto di significativi aumenti dei costi di gestione per il 2025.
Salis ha messo in evidenza come l'incremento dei costi previsto per il prossimo anno sia pari a 2.700.000 euro, di cui 570.000 euro attribuibili al maggior onere per i conferimenti nel polo di gestione di Tossilo, stabilito dalla Regione. Il costo per tonnellata a Tossilo è stato indicato in 160 euro rispetto ai 96 euro pagati a Scala Erre, una differenza di circa il 60%.
Risorse regionali determinanti per evitare la stangata
Determinante, secondo l'amministrazione, è stata l'assegnazione regionale di fondi prevista dalla legge 222: la misura ha stanziato 45 milioni di euro a favore di 376 Comuni sardi. La quota spettante a Sassari è pari a 1.280.000 euro, cifra che consente di assorbire parte dell'aumento dei costi e di evitare il passaggio dell'onere sui cittadini attraverso la Tari.
- Incremento costi 2025: 2.700.000 €
- Maggiore costo dovuto a Tossilo: 570.000 €
- Contributo regionale a Sassari: 1.280.000 €
| Voce | Importo / Dato |
|---|---|
| Aumento costi 2025 | 2.700.000 € |
| Conferimenti Tossilo | 570.000 € |
| Costo/ton Scala Erre | 96 €/ton |
| Costo/ton Tossilo | 160 €/ton |
| Fondo regionale (legge 222) | 45.000.000 € (376 Comuni) |
| Quota Sassari | 1.280.000 € |
L'assessore ha inoltre richiamato la necessità di un salto culturale nella città per migliorare la raccolta differenziata e ridurre i comportamenti scorretti, come abbandoni e conferimenti errati. L'obiettivo indicato resta il raggiungimento del 65% di raccolta indifferenziata, traguardo che l'amministrazione ritiene fondamentale per contenere i costi a valle.
Critiche politiche e risposte del sindaco
Da parte dell'opposizione, la decisione di non aumentare la Tari è stata letta con scetticismo. Il consigliere Antonello Sassu ha definito l'operazione come una manovra di marketing politico, legata anche alle prossime manifestazioni pubbliche, sostenendo che la quota regionale incide per il 3% del bilancio complessivo e che con risorse diverse si sarebbero potuti realizzare interventi alternativi, come la piantumazione di 15.000 alberi, secondo le sue parole.
“Un’operazione da ‘marketing politico’… con quanto risparmiato si sarebbero potuti piantare 15mila alberi”, ha affermato Antonello Sassu.
Anche Carlo Sardara (gruppo "Noi per Sassari") ha parlato di effetto maquillage, sostenendo che i risparmi annunciati potrebbero emergere sotto altre voci di spesa per le famiglie. Il sindaco Giuseppe Mascia ha invece rivendicato il risultato come frutto di un’azione di tutela messa in campo presso l'assessorato regionale all'Ambiente, sottolineando l'impegno per evitare rincari per i cittadini di Sassari e di altri 28 Comuni del Nord-Ovest Sardegna.
Sul piano operativo, gli uffici comunali dovranno ora monitorare l'andamento dei costi e l'efficacia delle campagne di sensibilizzazione per incrementare la raccolta differenziata. L'amministrazione segnala inoltre una criticità logistica al polo della Faradda, dove in una giornata di punta si producono fino a 120 tonnellate di frazione secca, valore doppio e mezzo rispetto a una giornata ordinaria: questo picco rappresenta un ulteriore banco di prova per la gestione complessiva del servizio.
La decisione del consiglio evita un aumento immediato della Tari, ma apre il confronto politico sulle scelte gestionali e sulle priorità di investimento per la riduzione dei rifiuti e la tutela dell'ambiente in città.