Protesta davanti all’Ipm: istituzioni locali e residenti in piazza
Un sit-in sobrio ma determinato si è svolto nel pomeriggio di giovedì davanti all’Istituto penitenziario minorile di Rovigo, in via Mazzini. A promuoverlo è stato il consigliere comunale Nello Piscopo (Futuro Nazionale), affiancato da un gruppetto di esponenti del movimento e da alcuni residenti della zona, tra cui due abitanti di via Verdi. Presente anche l’ex sindaco Bruno Piva. La mobilitazione è arrivata subito dopo la visita in città dell’onorevole Roberto Vannacci.
“Vogliamo dare un segnale, come istituzioni, da consigliere comunale di Fn, insieme anche ai residenti perché non possiamo adeguarci né tanto meno rassegnarci”.
Il messaggio, lanciato da Piscopo all’apertura del presidio, riprende le preoccupazioni di chi abita a ridosso della struttura, dove negli ultimi mesi si sono registrati diversi episodi che hanno acceso l’attenzione pubblica e politica regionale.
Episodi recenti e clima nel quartiere
Nel corso dell’iniziativa è stato ricordato il susseguirsi di criticità che hanno segnato la breve storia dell’Ipm nel capoluogo: una sommossa avvenuta lo scorso aprile, definita dal Ministero della Giustizia un atto di insubordinazione; il fuoco appiccato a materassi nei giorni scorsi; e, nel mezzo, anche un tentato suicidio di un giovane detenuto. Una sequenza che ha alimentato un senso di insicurezza tra gli abitanti delle vie limitrofe, in particolare nelle ore serali e notturne.
“Diversi residenti da ormai un periodo importante di tempo vivono in uno stato d'animo di fibrillazione perché la situazione del minorile sta diventando periodica”.
Le parole di Piscopo fotografano il disagio quotidiano: chi vive intorno al perimetro dell’istituto riferisce rumori e tensioni che, a tratti, minano la normale vivibilità del quartiere.
Le richieste: sicurezza e rispetto reciproco
Dal presidio non è arrivata una contestazione alla funzione rieducativa del minorile, ma la richiesta di più controllo e di attenzione verso chi abita a ridosso dell’impianto. I promotori hanno sottolineato di non voler sostituirsi agli addetti ai lavori, ma di voler segnalare con chiarezza le criticità percepite sul territorio.
“Si tratta di una struttura di rieducazione e per questo portiamo rispetto ma ci deve essere rispetto anche per i residenti [...] La gente vuole che ci sia più controllo”.
- Richiesta di rafforzare i controlli e la vigilanza esterna.
- Maggiore comunicazione con i residenti su procedure e tempi degli interventi.
- Impegno a non attenuare o minimizzare gli episodi che si verificano nella struttura.
Sul punto, i partecipanti hanno chiesto che eventuali decisioni operative restino in capo alle autorità competenti, ma con un coinvolgimento e un ascolto costante del quartiere.
Il nodo della convivenza con il minorile
La posizione espressa da Futuro Nazionale è di prendere atto che l’istituto, trasferito a Rovigo anni fa, è ormai parte del tessuto urbano e non può essere oggetto di un dibattito che guardi al passato. L’obiettivo indicato è quello di garantire una convivenza sostenibile, che salvaguardi sia le finalità educative che la tranquillità delle famiglie. I residenti chiedono che eventuali interventi siano calibrati per prevenire disordini e contenere al minimo l’impatto acustico e ambientale all’esterno del perimetro.
“La mattina si sta tranquilli, la sera e a notte fonda invece si sentono urla che, mi spiace usare queste parole, hanno del disumano”.
La testimonianza dell’ex sindaco Bruno Piva sintetizza il punto di rottura: la necessità di tutelare il diritto al riposo e alla sicurezza degli abitanti, senza rinunciare al mandato rieducativo cui l’Ipm è preposto.
Gli episodi ricordati nel presidio
| Tipologia | Periodo indicato |
|---|---|
| Sommossa di alcuni detenuti | Lo scorso aprile |
| Incendio di materassi | Giorni scorsi |
| Tentato suicidio di un giovane detenuto | Nel periodo intermedio |
Nel corso del sit-in è stato ribadito che la situazione non può essere tollerata nella sua forma attuale. L’invito avanzato è quello di predisporre, con il contributo di tutte le istituzioni competenti, un pacchetto di misure proporzionate alla specificità del minorile, così da rassicurare il quartiere e, al contempo, sostenere il lavoro di chi opera all’interno della struttura.
Prossimi passi
Dal presidio non sono emerse scadenze o decisioni formali, ma i promotori hanno lasciato intendere che l’attenzione resterà alta, con ulteriori segnalazioni qualora si ripresentino criticità. La richiesta condivisa è che si apra un confronto stabile tra amministrazione, Dipartimento e comunità locale per dare risposte chiare a residenti e operatori.