Un presidio di centro storico che attraversa le generazioni
Nel cuore di Rieti, in piazza Vittorio Emanuele II, la cartolibreria “La Centrale” è stata, e continua a essere, un punto di riferimento per studenti, famiglie e insegnanti. Il suo volto più riconoscibile è quello di Primo Del Zoppo, che ha trascorso una vita dietro il bancone accompagnando intere classi dalla scelta dei libri alle penne per il primo giorno di scuola, quando la rivoluzione di internet era lontana e in cartella finivano matite e gomme.
Dall’ingresso in bottega al passaggio di testimone
Il legame con il negozio inizia nel 1956, anno consegnato anche alla memoria cittadina per la grande nevicata. Allora Del Zoppo, diciassettenne, dopo il terzo anno di avviamento, scelse il lavoro: fu assunto come commesso da Manlio Guadagnoli, che aveva aperto La Centrale nel secondo dopoguerra. Nel tempo, il rapporto professionale maturò fino alla società; alla scomparsa di Guadagnoli, nel 1985, Del Zoppo assunse la guida dell’attività e rinnovò l’arredo con nuove scaffalature per cancelleria e libri. Oggi il timone è passato al figlio, Fabrizio, ma il padre continua a dare una mano, forte di un’esperienza che ha segnato più stagioni del commercio cittadino.
«Ho amato il mio lavoro, mi piaceva il rapporto con le persone e per questo vengo ancora in cartoleria. Adesso la gestisce mio figlio Fabrizio, ma se occorre sono pronto a consigliarlo e aiutarlo. Del resto, alla mia età, non saprei fare altro».
La piazza come comunità: orari, abitudini, vicinato
“La Centrale” non è mai stata soltanto un negozio. Del Zoppo ricorda quando piazza del Comune era luogo d’incontro quotidiano per i reatini e accanto alla cartolibreria operava l’alimentari di Ennio Guadagnoli. La mattina, tra le 8:00 e le 8:30, il flusso degli studenti creava un rito urbano: prima penne e quaderni, poi la colazione nel negozio vicino. Un microcosmo di relazioni che ha formato generazioni di clienti, alcuni tornati anni dopo da genitori, accompagnando i figli nella stessa bottega.
«Nella cartolibreria ho servito studenti che, a loro volta, sono diventati miei clienti come genitori. Ti fa pensare al tempo che passa, quando piazza del Comune e il centro storico rappresentavano un luogo di ritrovo per i reatini».
Gli anni più felici e i cambiamenti della città
Del Zoppo individua negli anni Ottanta la stagione più prospera per il settore: una fase in cui la domanda scolastica era in crescita e l’accessibilità del centro facilitava gli acquisti. Oggi il quadro è diverso. Il commerciante richiama l’attenzione su un tema concreto per chi lavora in centro: la riduzione dei parcheggi in entrambe le piazze, compresi quelli a pagamento, e l’impatto che questo ha sulla possibilità di raggiungere i negozi. È un’osservazione che si inserisce in un dibattito cittadino più ampio, tra tutela degli spazi storici e accessibilità per residenti, studenti e lavoratori.
Un mestiere che resiste tra carta e tastiere
Il negozio ha attraversato decenni di evoluzione tecnologica e scolastica, dalla diffusione dei diari cartacei all’avvento della didattica digitale. Restano però costanti alcuni elementi: la consulenza al banco, la scelta dei materiali giusti, la relazione diretta con chi entra in bottega. È su questo patrimonio immateriale che si regge ancora oggi l’identità de “La Centrale”, nonostante trasformazioni, abitudini che cambiano e nuove modalità di acquisto.
- Relazione con i clienti come valore distintivo.
- Continuità familiare nella gestione, con il passaggio a Fabrizio.
- Accessibilità del centro storico come fattore competitivo per le attività di vicinato.
Le date che raccontano una vita di bottega
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1956 | Arrivo in piazza e assunzione come commesso a “La Centrale” |
| 1985 | Del Zoppo assume la guida del negozio dopo la scomparsa di Manlio Guadagnoli |
Il senso di un’eredità cittadina
La storia di Primo Del Zoppo è la storia di una Rieti fatta di negozi di prossimità e relazioni quotidiane, di piazze vissute come luoghi civici, di scuole che animano il centro. Un racconto che tiene insieme memoria e futuro: oggi il negozio prosegue con una nuova generazione alla guida, mentre l’esperienza del padre resta risorsa viva. In un tempo in cui il commercio locale cerca equilibrio tra tradizione e innovazione, vicende come questa ricordano quanto conti, per una comunità, poter riconoscere in una vetrina e in un banco di legno la continuità della propria identità.