Esito opposto ai referendum: Trevigiano boccia l’unione, Padovano approva
Il voto consultivo di fine ottobre ha tracciato due destini diversi per le fusioni tra piccoli Comuni in Veneto. Nel Trevigiano è naufragata l’ipotesi di unioni tra Cavaso del Tomba e Castelcucco, mentre nel Padovano Sant’Elena e Granze hanno dato vita al nuovo Comune di Atesia.
Per la proposta di unificazione nel Trevigiano era necessario che il Sì prevalesse in entrambi i Comuni interessati. A Cavaso del Tomba i favorevoli hanno ottenuto il 65,5% dei voti, ma a Castelcucco ha trionfato il No con il 64,3%, determinando così il fallimento dell’iniziativa nonostante il quorum di partecipazione sia stato raggiunto.
«Siamo davvero contenti ed emozionati. Nel nostro piccolo – abbiamo scritto una pagina di storia»,
sono le parole riportate dai primi cittadini di Sant’Elena e Granze dopo il via libera alla fusione che darà origine ad Atesia. Nel caso padovano il referendum ha registrato un’affluenza del 54%, superiore al quorum fissato del 30%, e il 56,6% dei votanti si è espresso a favore.
- Atesia: nuovo Comune nato dall’unione di Sant’Elena e Granze; affluenza 54%, Sì 56,6% (1.205 voti), No 907; 9 schede nulle e 7 bianche.
- Trevigiano: proposta di unione tra Cavaso del Tomba e Castelcucco bocciata perché il Sì non ha prevalso in entrambi i Comuni (Cavaso Sì 65,5% – Castelcucco No 64,3%).
Conseguenze pratiche e prossime tappe
Nel caso positivo, Atesia avrà un’estensione territoriale di circa 20 chilometri quadrati e una popolazione attorno ai 4.500 residenti. Il nuovo Comune eleggerà il suo primo sindaco in occasione delle amministrative della primavera 2027, quando sono previste elezioni in tutta la zona.
Per il Trevigiano, la bocciatura conferma la volontà degli elettori di mantenere l’autonomia comunale. La sconfitta del progetto significa che l’organizzazione dei servizi, le risorse finanziarie e i piani di sviluppo rimarranno separati per Cavaso del Tomba e Castelcucco. Eventuali nuove proposte di fusione dovranno tenere conto dei risultati e del sentimento locale emerso dal voto.
Implicazioni per i residenti
I referendum sui piccoli Comuni incidono direttamente sulla gestione di servizi locali (anagrafe, manutenzione strade, istruzione, servizi sociali) e sull’accesso a risorse regionali e nazionali destinate a progetti di riordino istituzionale. Le amministrazioni locali che scelgono di unire le forze puntano a ottenere economie di scala e maggiori capacità progettuali; chi mantiene l’autonomia invoca tutela delle identità locali e una gestione diretta dei servizi.
| Comune/Esito | Affluenza | Risultato principale |
|---|---|---|
| Atesia (Sant’Elena + Granze) | 54% | Sì 56,6% (1.205 voti) |
| Cavaso del Tomba | — | Sì 65,5% |
| Castelcucco | — | No 64,3% |
Le amministrazioni e i cittadini interessati avranno nei prossimi mesi il compito di valutare gli effetti concreti delle decisioni: nel caso di Atesia, preparare la transizione amministrativa verso il nuovo ente; nel caso del Trevigiano, analizzare possibili alternative per coordinare servizi senza arrivare a una fusione formale.
La vicenda riflette un dibattito più ampio che attraversa il territorio veneto: se l’unione tra piccoli Comuni rappresenti una soluzione efficiente per migliorare servizi e investimenti oppure una perdita di autonomia e identità locale. Il verdetto delle urne, in questa tornata, ha dato risposte diverse a poche decine di chilometri di distanza.