Una mostra pensata per Ravenna: Samorì ritorna alle radici
Il MAR – Museo d’arte della città di Ravenna ospiterà dal 17 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027 la mostra personale "Nicola Samorì. Supremalia", progetto organizzato dalla città di Ravenna e dal MAR e curato da Denis Isaia. L'esposizione, concepita espressamente per gli spazi del museo, mette a confronto la produzione contemporanea dell'artista con elementi del patrimonio locale, in particolare i plaster di Antonio Canova conservati nella Gipsoteca dell'Accademia di Belle Arti e i marmi delle basiliche cittadine.
Nicola Samorì, nato a Forlì nel 1977 e residente a Bagnacavallo, ritorna così in una città che ha contribuito a formare il suo sguardo: l'artista ha sviluppato nel tempo un rapporto intenso con la materia, la luce e la trasformazione dell'immagine, elementi che verranno messi in dialogo con la tradizione figurativa e con la cultura materiale ravennate.
Il progetto e il confronto con il patrimonio
La mostra si presenta come un percorso studiato per il MAR, dove le opere contemporanee di Samorì interagiranno con i calchi in gesso di Canova e con i marmi di San Vitale. L'intenzione del progetto è esplicitamente quella di operare un confronto tra la ricerca dell'artista e la grande tradizione figurativa italiana ed europea, valorizzando la specificità storica e materiale della città.
- Periodo: 17 ottobre 2026 – 17 gennaio 2027
- Sede: MAR – Museo d’arte della città di Ravenna
- Curatela: Denis Isaia
- Collegamento con la Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti e le basiliche cittadine
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Periodo | 17/10/2026 – 17/01/2027 |
| Sede | MAR – Museo d’arte della città di Ravenna |
| Curatore | Denis Isaia |
Che cosa significa per Ravenna
Per la città la mostra rappresenta un'occasione di rilievo sul piano culturale e turistico. Oltre a offrire al pubblico locale l'opportunità di riavvicinarsi a un artista della Romagna che ha una carriera consolidata a livello nazionale e internazionale, l'esposizione favorirà il dialogo tra contemporaneo e patrimonio storico. Il riferimento ai plinti e alle opere conservate in città è un elemento che può attrarre visitatori interessati alla continuità tra storia artistica e contaminazioni contemporanee.
La scelta di collocare il progetto nel MAR conferma l'attenzione dell'istituzione museale a promuovere mostre che dialogano con il tessuto culturale ravennate, valorizzando al tempo stesso collezioni e luoghi di interesse come la Gipsoteca dell'Accademia di Belle Arti e i monumenti basilicali.
Il percorso espositivo e le prospettive
Il percorso espositivo è stato pensato per sfruttare gli spazi del MAR e mettere in rilievo i diversi aspetti della ricerca di Samorì: la manipolazione della materia, la rielaborazione di immagini e temi della tradizione figurativa, e la capacità di instaurare un rapporto critico con l'eredità storico-artistica. Per il pubblico ravennate sarà possibile osservare come queste opere si confrontano materialmente e concettualmente con calchi e marmi storici presenti sul territorio.
Informazioni più dettagliate su orari, biglietti e iniziative collaterali verranno comunicate dagli uffici del MAR nei prossimi mesi; la programmazione estesa offrirà probabilmente visite guidate e attività didattiche pensate per valorizzare questo dialogo tra contemporaneo e patrimonio.
La mostra di Samorì al MAR si configura quindi come un appuntamento culturale significativo per Ravenna nel calendario 2026-2027, capace di mettere in evidenza il rapporto tra città e arti contemporanee senza perdere di vista le radici storiche e materiali che caratterizzano il patrimonio locale.