Barattoni scrive a Roma e mette in guardia sul futuro della governance portuale
Il Comune di Ravenna ha formalizzato le proprie osservazioni al disegno di legge che propone una revisione della governance dei porti italiani. In una lettera inviata alla Commissione IX Trasporti della Camera, il sindaco Alessandro Barattoni espone riserve sia sul procedimento parlamentare sia sul merito del testo, che prevede l’istituzione della società pubblica “Porti d’Italia” spa e un accentramento delle funzioni decisionali e di pianificazione.
La critica principale mossa dall’Amministrazione riguarda il rischio di riduzione del peso delle Autorità di sistema portuale e di esclusione degli enti locali dai processi decisionali che riguardano investimenti strategici per i territori. Secondo il sindaco, la riforma potrebbe indebolire il livello di partecipazione e di conoscenza delle specificità locali indispensabili per definire priorità infrastrutturali, viarie e ferroviarie collegate allo sviluppo degli scali.
Tra le osservazioni puntuali, Barattoni richiama la necessità di audizioni e di un confronto con i territori:
“Come prima cosa ritengo che la paventata accelerazione nell’iter parlamentare del progetto di riforma e l’esclusione delle audizioni degli enti locali con le loro specificità, esperienze e punti di vista, non siano il miglior viatico, non solo di metodo, ma anche di merito, a un piano che mostra più punti interrogativi che soluzioni ai problemi della portualità.”
Nel testo inviato alla Camera il sindaco richiama inoltre l’esperienza ravennate relativa all’Hub Portuale, un progetto che, viene ricordato, ha ottenuto finanziamenti pubblici attraverso il CIPE e che è passato da una fase di valutazione nella Conferenza Nazionale di Coordinamento delle Autorità di Sistema Portuale. Per il Comune, questo percorso dimostra come la pianificazione e il reperimento di risorse strategiche richiedano strumenti di cooperazione tra livelli istituzionali e non un accentramento che rischi di rendere più difficile il riconoscimento delle priorità locali.
Un aspetto tecnico citato nella missiva è il ridimensionamento del capitale sociale previsto nella proposta di legge: dalla prima bozza al testo successivo il capitale è stato ridotto da 500 milioni a 10 milioni, elemento che, secondo l’Amministrazione comunale, mette in discussione la necessità e la consistenza della nuova società come struttura funzionale alla pianificazione e agli investimenti.
Per sintetizzare i rilievi inviati a Roma, il Comune elenca preoccupazioni operative e istituzionali:
- mancanza di audizioni con gli enti locali;
- rischio di indebolimento delle Autorità di sistema portuale;
- diminuzione del capitale sociale previsto per la nuova società;
- incertezza sul metodo di definizione delle priorità infrastrutturali nazionali e locali.
La questione è significativa per Ravenna perché le scelte sulla governance portuale influenzano non solo la gestione dello scalo, ma anche la possibilità di ottenere risorse per opere viarie e ferroviarie con ricadute dirette sulla competitività logistica del territorio e sull’occupazione legata alle attività portuali e di filiera.
| Elemento | Dato citato nella lettera |
|---|---|
| Capitale sociale previsto (prima bozza) | 500 milioni |
| Capitale sociale previsto (bozza successiva) | 10 milioni |
| Soggetto proposto | “Porti d’Italia” spa |
Il richiamo del sindaco è dunque a un confronto più ampio e articolato, che tenga conto delle esperienze locali e dei meccanismi concreti mediante i quali vengono finanziate e realizzate le opere strategiche. Per Ravenna, che ha già percorso iter e procedure per progetti come l’Hub Portuale, la preoccupazione è che una ristrutturazione della governance senza un adeguato coinvolgimento territoriale possa rallentare o modificare indirizzi ritenuti prioritari.
La lettera inviata alla Commissione apre ora una fase di attesa: resta da vedere se e come il Parlamento recepirà le istanze dei comuni e delle autorità portuali, e se il dibattito sulle modifiche normative porterà a revisioni che preservino il ruolo operativo e consultivo degli enti locali nel governo degli scali.
Per la città e per le imprese che gravitano attorno al porto, il confronto parlamentare avrà effetto diretto sulle modalità con cui verranno individuate le priorità infrastrutturali e sui canali attraverso cui saranno programmati e finanziati gli interventi futuri.