Fermo indietro nella separazione dei rifiuti: cosa dicono i numeri
La discussione in Consiglio comunale sulla Tari ha riacceso l'attenzione sulle performance locali nella gestione dei rifiuti. Secondo i dati Ispra riferiti al 2024, il Comune di Fermo registra una percentuale di raccolta differenziata pari a 65,37%, valore che lo colloca in una posizione di retrovia rispetto ad altri centri della provincia e sotto la media regionale delle Marche, attestata intorno al 71%.
Dietro alle polemiche sulle tariffe e sui costi del servizio c'è dunque un quadro statistico che mostra differenze significative tra i Comuni del fermano: mentre alcuni centri di piccole dimensioni superano abbondantemente la soglia dell'80% di RD, il capoluogo resta distante dai risultati migliori.
Chi sono i migliori della provincia
I dati Ispra evidenziano come diverse realtà minori ottengano percentuali di raccolta differenziata di gran lunga superiori a Fermo. Tra le amministrazioni con i migliori indicatori risultano:
- Monteleone di Fermo: RD 83,31%
- Magliano di Tenna: RD 82,31%
- Grottazzolina: RD 81,17%
- Monte Urano: RD 79,46%
- Petritoli: RD 78,73%
Questi risultati sono il frutto, in molti casi, di sistemi di raccolta domiciliare più spinti, campagne di sensibilizzazione mirate e, in alcuni centri, tariffe che premiano comportamenti virtuosi. Per i cittadini di comuni virtuosi si nota anche un rapporto pro capite di rifiuti differenziati che raggiunge valori elevati, espressi in kilogrammi per abitante all'anno.
| Comune | Popolazione | RD (%) | RD pro capite (kg/ab. anno) |
|---|---|---|---|
| Monteleone di Fermo | 343 | 83,31 | 239,96 |
| Magliano di Tenna | 1.388 | 82,31 | 422,94 |
| Grottazzolina | 3.237 | 81,17 | 325,78 |
| Monte Urano | 7.832 | 79,46 | 291,02 |
| Petritoli | 2.116 | 78,73 | 346,81 |
Impatto su tariffe e servizi: le conseguenze per i cittadini
Il risultato inferiore alla media regionale può avere ricadute concrete sulle bollette comunali. Un tasso di raccolta differenziata più basso implica maggiori quantità di rifiuto indifferenziato da smaltire, con conseguente aumento dei costi di trattamento che spesso si riflettono sulla Tari. Proprio per questo il tema è tornato al centro del dibattito politico locale.
Per i residenti di Fermo le strade possibili sono molteplici, ma richiedono sia interventi organizzativi da parte dell'amministrazione sia una maggiore partecipazione da parte delle famiglie. Tra le azioni che possono aumentare la percentuale di RD si segnalano:
- potenziamento del servizio porta a porta;
- maggiore diffusione di punti di raccolta per frazioni particolari (ingombranti, RAEE, pannolini);
- campagne di informazione e incentivi tariffari per chi differenzia correttamente.
Le esperienze dei comuni in testa alla classifica suggeriscono che, anche in territori con dimensioni demografiche ridotte, politiche mirate e chiarezza nelle regole possono produrre risultati significativi. Per il capoluogo il confronto con questi esempi può diventare utile per ripensare la strategia di raccolta e riduzione dei rifiuti.
Prossimi passi e punti di attenzione
Nel breve periodo l'amministrazione comunale dovrà valutare se adottare misure correttive o incentivi per migliorare la RD e contenere così possibili aumenti della Tari. Ai cittadini resta la possibilità di contribuire con comportamenti semplici ma efficaci: separare correttamente i materiali, ridurre gli imballaggi e utilizzare i servizi dedicati per rifiuti speciali.
Il quadro emerso dai dati Ispra del 2024 costituisce dunque un segnale chiaro: la strada per avvicinarsi alla media regionale è percorribile, ma richiede scelte amministrative mirate e una maggiore adesione collettiva.