Una giovane coppia di origine tunisina con quattro figli tutti minorenni ha trascorso quattro giorni dormendo in strada a Massa, dopo essere giunta in città in condizioni di clandestinità. La situazione è emersa nei giorni scorsi ed è stata segnalata da un connazionale che conosceva la famiglia e ne ha denunciato le condizioni di grave difficoltà.
La ricostruzione dei fatti
I genitori, identificati come Ramzi e Samah Jammali, erano arrivati in Italia dopo un periodo trascorso in Francia. Con loro i figli: Souad (14 anni), Sedki (13 anni), Gofran (8 anni) e la piccola Zorazarah, di appena 2 anni, che durante il periodo trascorso in strada ha manifestato uno stato febbrile. Il gruppo, secondo le informazioni pervenute, si è presentato alla Questura e poi in Prefettura per chiedere assistenza e dichiarare l'assenza di mezzi di sostentamento, ma in prima battuta non è stato trovato un posto di accoglienza adeguato.
L'assenza di una soluzione immediata ha generato tensione durante i contatti con gli uffici pubblici; nonostante ciò la famiglia è stata successivamente individuata e aiutata grazie all'intervento di operatori del centro Dea di Pallerone (Aulla) e della Caritas di Aulla, che ha fornito assistenza alimentare e alcuni beni di prima necessità.
- Condizione sanitaria: la bambina di 2 anni ha avuto la febbre; un altro minore si è ferito a una gamba durante le giornate passate in strada.
- Interventi: operatori del centro Dea e volontari della Caritas hanno offerto rifocillamento e supporto; è stata trovata una sistemazione temporanea in Lunigiana.
- Procedura amministrativa: la famiglia aveva tentato di accedere alle procedure di protezione internazionale e di essere presa in carico dalle istituzioni locali.
Impatto locale e nodi aperti
La vicenda solleva questioni pratiche e politiche per la provincia: la capacità dei servizi di prima accoglienza, i percorsi di tutela per minori stranieri non accompagnati o in nuclei familiari irregolari, e la collaborazione fra enti pubblici e associazioni del territorio. L'intervento tempestivo delle organizzazioni di volontariato ha evitato che la situazione degenerasse, ma resta incerta la collocazione definitiva della famiglia e le condizioni di accesso ai servizi sanitari e sociali.
| Componente | Età | Nota |
|---|---|---|
| Ramzi (padre) | — | Arrivato in Italia nel 2020 |
| Samah (madre) | — | Accompagnatrice dei figli |
| Souad | 14 anni | Figlia maggiore |
| Sedki | 13 anni | Caduto, lieve ferita alla gamba |
| Gofran | 8 anni | — |
| Zorazarah | 2 anni | Bambina febbricitante |
Per gli abitanti della provincia la notizia richiama l'attenzione sulla necessità di percorsi coordinati fra Prefettura, Questura, Servizi sociali e reti di volontariato per garantire risposte rapide e adeguate a situazioni che coinvolgono minori. La possibilità che nuclei in condizione di irregolarità restino senza accoglienza mette a rischio l'incolumità dei bambini e aumenta la pressione sulle associazioni locali.
Al momento la famiglia si trova in Lunigiana grazie al trasferimento organizzato dopo l'intervento della Caritas. Resta tuttavia da chiarire quale sarà l'iter amministrativo per la richiesta di protezione internazionale e le misure di assistenza a medio termine per i minori.
Le autorità competenti e le realtà del terzo settore sono state sollecitate a fare il punto sui protocolli di accoglienza nella provincia e a rafforzare la collaborazione per evitare nuovi casi simili, offrendo supporto sanitario, alloggiativo e legale alle persone in condizioni di fragilità.