Un monitoraggio svolto dalla CGIA di Mestre evidenzia per il periodo 2024-2025 una contrazione consistente del numero di imprese artigiane in numerose province italiane, con riflessi anche sulla nostra provincia. Tra i territori più penalizzati figura la provincia di Massa-Carrara, che si colloca tra le prime posizioni per riduzione percentuale delle imprese artigiane.
I numeri e il confronto regionale
Secondo il report, diverse province hanno registrato cali a doppia cifra percentuale rispetto all'anno precedente. Nel complesso la Toscana ha perso oltre seimila unità artigiane nel medesimo arco temporale. Tra le province che hanno riportato le diminuzioni più marcate emergono nomi del Nord e del Centro Italia; la provincia di Massa-Carrara figura comunque tra le più colpite nella regione.
| Provincia | Variazione % | Dettaglio (se fornito) |
|---|---|---|
| Pesaro-Urbino | -8,3% | |
| Mantova | -7,9% | |
| Bologna | -7,5% | |
| Belluno | -7,3% | |
| Lucca | -7,1% | Perdita di 910 imprese (da 12.760 a 11.850) |
| Prato | -7,1% | Perdita di 747 imprese |
| Massa-Carrara | -6,8% |
Impatto sul territorio e possibili conseguenze
La diminuzione degli operatori artigiani ha effetti diretti sul mercato del lavoro locale, sulla capacità di erogare servizi e sulla rete di forniture tipica delle attività produttive del territorio. Per le imprese sopravvissute può crescere la pressione competitiva, mentre per i servizi alla persona e alle imprese — spesso forniti proprio da artigiani — la riduzione delle offerte può tradursi in un incremento dei tempi di attesa e dei costi.
- Occupazione: minore offerta di posti di lavoro qualificati nell'artigianato;
- Servizi locali: possibili difficoltà per cittadini e imprese a reperire manodopera specializzata;
- Filiera produttiva: fragilità nelle catene locali di fornitura e assistenza tecnica.
Per le istituzioni e per le imprese
Il dato rende urgente un confronto tra amministrazioni locali, associazioni di categoria e rappresentanti degli artigiani. Strumenti di supporto come incentivi all'assunzione, percorsi di formazione per il ricambio generazionale e misure per favorire la transizione digitale e verde nelle microimprese possono contribuire a contenere la perdita di unità produttive. Sul territorio spetterà alle istituzioni locali, in collaborazione con le associazioni datoriali, valutare interventi mirati per sostenere la resilienza del comparto.
Per le imprese e i cittadini interessati, è utile monitorare le iniziative degli enti locali e delle associazioni di categoria per accedere a strumenti di sostegno o a servizi di consulenza (formazione, digitalizzazione, finanza agevolata).
La rilevazione della CGIA rappresenta un campanello d'allarme per l'economia provinciale: comprendere le cause specifiche del calo — dall'invecchiamento degli imprenditori alla difficoltà di accesso al credito, fino ai cambiamenti nella domanda — sarà decisivo per definire politiche efficaci di contrasto.