Un decennio di perdita abitanti e una provincia sempre più sbilanciata verso la costa
I dati più recenti evidenziano come la provincia di Fermo abbia perso terreno demografico negli ultimi anni: la popolazione complessiva è oggi pari a 166.957 residenti, rispetto ai 177.480 registrati nel 2009, con una diminuzione netta di 10.523 persone (-5,9%). Il capoluogo conta 35.851 abitanti e la popolazione provinciale presenta un'età media di 47,8 anni, con il 50,9% di donne.
Il fenomeno non è omogeneo sul territorio: gran parte della popolazione si concentra in pochi centri, soprattutto sul litorale e nel primo entroterra. Sette comuni — Fermo, Porto Sant'Elpidio, Sant'Elpidio a Mare, Porto San Giorgio, Montegranaro, Monte Urano e Montegiorgio — raggruppano circa il 72% degli abitanti della provincia, lasciando vaste aree interne con segni evidenti di declino demografico.
| Comune | Residenti |
|---|---|
| Fermo | 35.851 |
| Porto Sant'Elpidio | 25.735 |
| Sant'Elpidio a Mare | 16.325 |
| Porto San Giorgio | 15.488 |
| Montegranaro | 12.482 |
| Monte Urano | 7.777 |
| Montegiorgio | 6.236 |
Le criticità che emergono
- Invecchiamento: l'età media elevata segnala una maggiore presenza di anziani e una minore quota di popolazione in età produttiva.
- Saldo naturale negativo: i decessi superano le nascite, contribuendo alla diminuzione complessiva dei residenti.
- Spopolamento dell'entroterra: numerosi piccoli comuni registrano cali significativi, con ripercussioni su servizi e vivibilità.
- Concentrazione sulla costa: posti di lavoro e servizi favoriscono i centri costieri, accentuando la polarizzazione demografica.
La lettura di questi elementi consente di comprendere meglio i nodi che le amministrazioni locali e la politica regionale devono affrontare. Il progressivo spostamento di popolazione verso aree con maggiori opportunità lavorative e infrastrutturali rischia di indebolire il tessuto sociale e i servizi pubblici nei piccoli comuni: scuole con iscritti in calo, sportelli sanitari meno frequentati, sportelli bancari e postali a rischio chiusura.
Comuni in sofferenza e aree più critiche
La situazione è particolarmente marcata in una serie di centri dell'entroterra, dove la diminuzione demografica è più accentuata. Tra questi figurano piccoli comuni con comportamenti demografici in forte declino, che già oggi registrano difficoltà nella manutenzione di servizi essenziali e nella capacità di attrarre giovani famiglie.
Il quadro sottolinea la necessità di strategie coordinate che mettano al centro interventi su più piani: sostegno alla natalità, politiche per il lavoro e investimenti in servizi e mobilità per rendere le aree interne più attrattive. Anche la riqualificazione del patrimonio abitativo senza consumo di suolo e il potenziamento della connettività digitale appaiono strumenti utili per invertire alcune tendenze.
Per le comunità locali la sfida è duplice: contenere l'impoverimento demografico e al contempo ripensare l'organizzazione dei servizi per garantire equità territoriale. Le scelte delle prossime amministrazioni e gli interventi regionali saranno determinanti per evitare ulteriore perdita di residenti e per preservare la coesione sociale della provincia.