Vertice interprovinciale sulla Pontremolese: La Spezia rilancia l’asse con Parma e Massa Carrara
La Provincia della Spezia ha preso parte al primo summit istituzionale con le Province di Parma e Massa Carrara dedicato alla ferrovia Pontremolese. L’incontro, promosso dall’ente emiliano e svoltosi con il presidente spezzino Pierluigi Peracchini in collegamento, ha segnato l’avvio di un coordinamento stabile per chiedere a Regioni e Governo tempi definiti e risorse sul completamento dell’opera.
Dal vertice è emerso un messaggio netto: la Pontremolese non è soltanto una direttrice economica e turistica per merci e passeggeri, ma una infrastruttura insostituibile anche per sicurezza nazionale, tutela dei territori e protezione civile. Un cambio di prospettiva che punta a consolidare un fronte comune lungo l’asse tirrenico-padano, con ricadute dirette anche sulla provincia spezzina.
Le posizioni espresse e il nuovo perimetro di priorità
Nel corso dell’incontro, il presidente di Massa Carrara Roberto Valettini ha richiamato l’esigenza di collegamenti efficienti con il Centro-Nord e l’Europa e ha sottolineato la necessità di considerare la resilienza del Paese tra i criteri decisionali. In una dichiarazione rilasciata durante il summit ha affermato:
“La Provincia di Massa Carrara chiede e rivendica collegamenti efficienti con il Centro-Nord Italia e con l’Europa attraverso un corridoio che valorizzi appieno l’asse strategico tra Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno – ha detto il presidente Roberto Valettini, che ha rimarcato la centralità del territorio apuano all’interno del progetto -. Il dialogo avviato con Parma e La Spezia è di fondamentale importanza. Ai temi storici legati alla movimentazione di persone e merci, oggi si affiancano nuove e imprescindibili priorità, come la difesa e la protezione civile. Parliamo di elementi cruciali per la resilienza del nostro Paese che non possono più essere ignorati”.
Dal lato emiliano, il presidente di Parma Alessandro Fadda ha richiamato l’attenzione sulle urgenze di natura finanziaria e sul necessario cambio di inquadramento dell’opera rispetto al passato, ponendo l’accento su una visione che includa in maniera strutturale la funzione strategica della linea anche in ambiti non solo economici.
Il ruolo della Spezia e le ricadute locali
La partecipazione della Provincia della Spezia, con il presidente Peracchini collegato ai lavori, conferma l’interesse del territorio per una infrastruttura che storicamente collega l’entroterra padano alla costa tirrenica passando per l’Appennino. Per la comunità spezzina, la priorità riguarda la regolarità dei collegamenti, il potenziamento della capacità ferroviaria e una maggiore affidabilità in caso di emergenze, aspetti che incidono su mobilità quotidiana, filiere produttive e pianificazione della protezione civile.
La linea è considerata una dorsale per l’integrazione tra aree interne e costa, con impatti su pendolarismo, turismo e competitività. Il richiamo alla funzione di resilienza dei territori suggerisce inoltre l’inclusione, nella fase di progettazione e completamento, di standard tecnici e organizzativi coerenti con scenari di evento estremo e gestione delle crisi, tema sensibile anche per una provincia caratterizzata da morfologia complessa e fragilità idrogeologica.
Metodo di lavoro e prossimi passaggi
Dal summit è arrivata la disponibilità a costruire un asse permanente tra gli enti partecipanti, con l’impegno ad allargare rapidamente il tavolo alle tre Regioni interessate – Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna – e a instaurare un confronto diretto con l’Esecutivo per la definizione delle priorità, dei cronoprogrammi e delle coperture.
Per i residenti e per gli operatori economici della provincia spezzina, questo significa la possibilità di vedere rappresentate in modo coordinato le esigenze del territorio: dall’affidabilità dei tempi di percorrenza alla gestione programmata dei cantieri, fino all’adozione di soluzioni tecnologiche che possano incrementare sicurezza e regolarità del servizio ferroviario.
Gli obiettivi condivisi
- Definire una cabina di regia interprovinciale con interlocuzione stabile verso Regioni e Governo.
- Riposizionare la Pontremolese come infrastruttura prioritaria anche per difesa e protezione civile, oltre che per passeggeri e merci.
- Ottenere tempi certi e soluzioni finanziarie adeguate per il completamento dell’opera.
Gli attori al tavolo
| Ente | Rappresentante | Contributo |
|---|---|---|
| Provincia di Parma | Alessandro Fadda | Promozione del summit e focus su urgenze finanziarie |
| Provincia di Massa Carrara | Roberto Valettini | Richiamo a resilienza, difesa e protezione civile |
| Provincia della Spezia | Pierluigi Peracchini | Adesione al coordinamento e spinta alla sinergia |
Cosa aspettarsi ora
Nelle prossime settimane è atteso l’ampliamento del confronto alle amministrazioni regionali e l’avvio dei contatti istituzionali con il livello nazionale. Per la cittadinanza e le imprese della provincia, il dossier Pontremolese entra così in una fase in cui la pressione istituzionale congiunta potrà pesare nel definire priorità e risorse. La richiesta condivisa dai tre presidenti è che la linea non resti un progetto annunciato, ma proceda secondo un percorso verificabile e coerente con il nuovo quadro di esigenze, inclusa la componente di sicurezza e gestione delle emergenze.
La Provincia della Spezia si muove dunque dentro un perimetro di collaborazione che, se consolidato, potrebbe incidere in modo tangibile su mobilità, servizi e competitività del territorio. La riuscita dell’asse interprovinciale dipenderà dalla capacità di trasformare l’impegno politico in atti amministrativi e finanziari concreti, rendendo la Pontremolese una priorità operativa condivisa tra gli enti coinvolti.