Caldo estremo e impresa: l'allarme arriva dalla CNA di La Spezia
Le ondate di calore non sono più un problema solo sanitario: per le imprese della provincia di La Spezia stanno assumendo rilevanza economica e organizzativa. A richiamare l'attenzione è il Presidente di CNA La Spezia, che sottolinea la necessità di interventi rapidi per contenere gli effetti di temperature elevate su costi, produttività e domanda.
A supporto dell'allarme c'è uno studio del Cnr-Itiam, che ha analizzato oltre 100.000 dati relativi ad aziende di cinque settori produttivi per il periodo 2009-2022, incrociandoli con informazioni meteorologiche. Dalla ricerca emerge un nesso diretto tra temperature estive e rischio di uscita dal mercato delle imprese: ogni giornata con temperature comprese tra 29 e 32 gradi è associata a un aumento di circa 0,014% del tasso di fallimento o chiusura rispetto a una giornata tra 23 e 26 gradi.
Chi è più esposto e perché
Lo studio individua canali diversi attraverso cui il caldo agisce sul tessuto produttivo: riduzione della produttività, aumento dei costi energetici e organizzativi, interruzioni dell'attività, minore affluenza dei clienti e problemi di salute dei dipendenti. Tra le imprese più vulnerabili ci sono le microimprese e le ditte individuali, che dispongono di risorse finanziarie e organizzative limitate per attuare misure di adattamento.
- Settori maggiormente critici: manifatturiero, commercio e servizi.
- Settore più resiliente: agricoltura, grazie anche a misure di sostegno specifiche.
- Periodo analizzato: 2009-2022, oltre 100.000 osservazioni aziendali.
Per le imprese locali questi risultati implicano la necessità di valutare interventi concreti, dal rafforzamento delle misure di tutela dei lavoratori all'adozione di strategie per contenere i consumi energetici e limitare le interruzioni operative.
La preoccupazione di CNA La Spezia
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Il Presidente di CNA La Spezia, Davide Mazzola, richiama anche le previsioni del bollettino del Ministero della Salute: per venerdì 14 è prevista una temperatura massima percepita di 36 gradi, calcolata tenendo conto della temperatura dell'aria e dell'umidità relativa. Questi dati rendono ancora più urgente il confronto tra istituzioni, associazioni di categoria e imprese per definire contromisure efficaci.
Conseguenze pratiche per la provincia
Nella realtà spezzina, dove le microimprese rappresentano una quota significativa del tessuto produttivo, gli effetti del caldo possono tradursi in:
- maggiore difficoltà a mantenere ritmi produttivi ordinari;
- costi energetici più alti per sistemi di raffrescamento;
- riduzione della clientela nei negozi e nei servizi nelle ore più calde;
- rischi per la salute dei lavoratori, con possibili ricadute su assenze e produttività.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Campione analizzato | Oltre 100.000 osservazioni |
| Periodo | 2009-2022 |
| Effetto stimato | +0,014% tasso di uscita per giorno tra 29-32°C vs 23-26°C |
Le indicazioni dello studio e l'avvertimento di CNA spingono perciò verso azioni concrete a livello locale: piani di adattamento per le piccole imprese, incentivi per l'efficienza energetica, e misure di supporto ai lavoratori esposti. Per le aziende della provincia di La Spezia la sfida è doppia: mitigare gli effetti immediati del caldo e programmare interventi strutturali per aumentare la resilienza nel medio-lungo periodo.