Polti, gruppo industriale comasco attivo dal 1974 nella produzione di piccoli elettrodomestici, ha pubblicato il suo primo Bilancio di Sostenibilità redatto secondo il Voluntary Standard for non-listed SMEs (VSME). Il documento è presentato dall'azienda come il primo strumento organico per rendere misurabili le performance ambientali, sociali e di governance e per instaurare un dialogo trasparente con gli stakeholder.
Dati e risultati principali
Il report 2025, citato dall'azienda, evidenzia alcuni indicatori concreti che descrivono le aree di intervento dell'impresa:
- 42% del fabbisogno energetico aziendale coperto da impianti fotovoltaici installati negli stabilimenti;
- 45% della flotta aziendale composta da auto elettriche o full hybrid;
- 65% di tasso di occupazione femminile sul totale di 145 collaboratori;
- oltre 127 tonnellate di rifiuti gestite per promuovere il recupero dei materiali.
Un bilancio come punto di partenza
Secondo l'azienda, la pubblicazione del bilancio segna «un traguardo importante e, al tempo stesso, un punto di partenza». Nel testo istituzionale la presidente e amministratrice delegata, Francesca Polti, sottolinea l'intenzione di misurare sia i risultati raggiunti sia le aree da migliorare, con l'obiettivo di rendere la crescita aziendale più orientata al valore condiviso.
“La pubblicazione del nostro primo Bilancio di Sostenibilità è un traguardo importante e, al tempo stesso, un punto di partenza. Significa dare forma e misura a un percorso che appartiene da sempre all’identità di Polti e al suo modo di fare impresa, condividendo con trasparenza i risultati raggiunti, le sfide ancora aperte e gli ambiti in cui possiamo continuare a migliorare, con l’obiettivo di rendere la crescita sempre più sinonimo di benessere e valore condiviso.”
Implicazioni e contesto
La scelta di adottare il VSME indica una preferenza per uno standard di rendicontazione volontaria rivolto alle piccole e medie imprese non quotate, che mira a rendere comparabili e verificabili le iniziative ESG senza ricorrere ai soli obblighi regolatori. I dati diffusi da Polti toccano tre ambiti chiave per la transizione sostenibile del settore manifatturiero: efficienza energetica e ricorso a fonti rinnovabili, mobilità sostenibile e gestione dei rifiuti, oltre a elementi di carattere sociale come la composizione della forza lavoro.
Dal report emergono progressi concreti — l'uso del fotovoltaico e l'elettrificazione della flotta — ma anche la dichiarata volontà di proseguire nel percorso di miglioramento. Per valutare appieno la robustezza e l'ambizione delle azioni sarà utile che il bilancio comprenda indicatori temporali comparabili e obiettivi futuri misurabili, elementi che facilitano la valutazione da parte di investitori, fornitori e consumatori interessati alla sostenibilità delle filiere industriali.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Copertura energetica da fotovoltaico | 42% |
| Quota flotta elettrica/full hybrid | 45% |
| Tasso di occupazione femminile | 65% su 145 collaboratori |
| Rifiuti gestiti | 127+ tonnellate |
Il documento, così come presentato dall'azienda, rappresenta una tappa importante nella rendicontazione ESG di una realtà manifatturiera italiana. Resta ora da verificare, nel prosieguo, come questi impegni verranno tradotti in target temporali e in iniziative concrete che possano essere confrontate nel tempo con indicatori di performance chiari.