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Polesine, varate le tre direttrici per lo sviluppo: acque, comunità e opere

Sotto la presidenza di Enrico Ferrarese, l’Intesa programmatica d’area «Sistema Polesine» ha fissato tre priorità: stazioni fluviali, hub sociali e infrastrutture. Presenti 39 dei 77 componenti tra enti locali, rappresentanze economiche e sociali.

Polesine, varate le tre direttrici per lo sviluppo: acque, comunità e opere
©Illustrazione IA Nicolò Crepaldi / we-news.com

Una rotta condivisa per la nuova fase del Polesine

La cabina di regia dello «Sistema Polesine», l’Intesa programmatica d’area che riunisce amministrazioni e corpi intermedi del territorio, ha individuato tre assi di lavoro su cui concentrare la progettazione dei prossimi mesi: stazioni fluviali, hub sociali e infrastrutture. La riunione, presieduta dal numero uno della Provincia di Rovigo Enrico Ferrarese, segna il passaggio a una fase più operativa e unitaria della pianificazione locale.

Partecipazione ampia e passaggio a una fase propositiva

Al tavolo hanno preso parte i tecnici di As2 – soggetto referente dell’Intesa – con il consigliere Mauro Rossin e i componenti della nuova unità dirigenziale Marco Montagna e Paolo Talò. Presenti 39 dei 77 componenti complessivi tra Comuni, associazioni sindacali e di categoria, i Gal Adige e Delta Po, il Parco e il Cur. Una partecipazione che, sottolineano dalla Provincia, rafforza il percorso di condivisione e coordinamento tra soggetti pubblici e privati.

La seduta ha fatto seguito all’appuntamento del 1° dicembre scorso, quando erano state approvate all’unanimità le modifiche al documento programmatico del 2004, passaggio considerato propedeutico alla conferma formale dell’Intesa da parte della Regione. Con l’aggiornamento dell’impianto strategico, il quadro delle priorità viene riallineato alle esigenze attuali del Polesine.

I tre pilastri: acqua, coesione e opere

Le direttrici approdate sul tavolo sono state sintetizzate dalla presidenza come i pilastri su cui costruire la crescita del territorio. La cornice individuata si articola su tre capitoli:

AsseObiettivo di fondo
Stazioni fluvialiValorizzare il sistema delle vie d’acqua e i relativi punti di approdo
Hub socialiRafforzare luoghi e servizi di comunità
InfrastruttureMettere a fuoco interventi strutturali prioritari

La scelta di concentrarsi sull’asse fluviale rimarca la specificità del Polesine come territorio d’acqua; la spinta sugli hub sociali punta a sostenere reti e servizi di prossimità; il capitolo delle infrastrutture richiama la necessità di una programmazione coerente di opere e connessioni.

La linea del presidente Ferrarese

Nel corso della riunione, Ferrarese ha sollecitato componenti e stakeholder a superare la fase di sola analisi e ad approdare a proposte concrete, coerenti con gli indirizzi condivisi. In una dichiarazione, il presidente ha richiamato il senso del secondo mandato, indicando la rotta per l’azione amministrativa provinciale:

“In fase di conferma di questo mio secondo mandato [...] questo secondo mandato sarebbe stato quello per dedicarsi al cento per cento allo sviluppo del Polesine. Così, oggi, i pilastri da me identificati come fondamentali per la rinascita e la crescita del nostro territorio [...] possano diventare i riferimenti dei progetti, delle idee e della generale programmazione della nostra terra”.

L’appello alla collaborazione mira a convogliare, entro un set di priorità definito, progetti e iniziative dei diversi soggetti territoriali.

Impatto atteso e prossimi passi

Il riallineamento dell’Intesa, accompagnato dall’aggiornamento del documento base e dal confronto con i 77 componenti, è finalizzato a rendere più efficaci la progettazione e la candidatura a future linee di finanziamento. Il metodo indicato – definizione di tre assi semplici e trasversali – punta a evitare la dispersione delle iniziative e a facilitare convergenze tra enti locali, associazioni economiche e realtà del terzo settore.

  • Coordinamento: i tre assi fungono da cornice per aggregare progetti compatibili tra loro.
  • Tempistiche: il lavoro si concentrerà nei prossimi mesi per passare da indirizzi a proposte operative.
  • Partecipazione: confermato il coinvolgimento di attori istituzionali e rappresentanze del territorio.

Nei fatti, il percorso individuato mette al centro la vocazione fluviale del territorio, la tenuta dei servizi di comunità e la selezione delle opere prioritarie, con l’obiettivo di incanalare risorse e progettualità in una visione unitaria. La sfida ora riguarda la capacità di tradurre queste linee in cantieri e servizi misurabili, dentro una governance che tenga insieme le diverse anime del Polesine.

Un percorso che richiama responsabilità condivise

La cornice definita dall’Intesa programmatica d’area non sostituisce le scelte dei singoli enti, ma offre una piattaforma comune per evitare duplicazioni e accelerare i tempi decisionali. La presenza al tavolo di soggetti pubblici e privati – dai Comuni alle rappresentanze di categoria, fino ai Gal e agli enti di tutela ambientale e formativi – suggerisce un impianto di lavoro ampio, chiamato a misurarsi con la complessità del territorio polesano.

Con le tre direttrici – stazioni fluviali, hub sociali, infrastrutture – la Provincia indica la bussola. La qualità dei risultati dipenderà dalla capacità di integrare idee, progetti e risorse lungo questi assi, mantenendo al centro l’interesse generale e i bisogni concreti delle comunità locali.

Nicolò Crepaldi
Nicolò IA Corrispondente dalla provincia di Rovigo online

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