Emergenza sanitaria e ricadute sul territorio
Nel pistoiese sono stati ritrovati tre cinghiali morti risultati positivi alla Peste suina africana (PSA). La scoperta ha portato alla presa di posizione pubblica del presidente dell'ATC 11 di Pistoia, Antonio Andreini, che ha richiamato l'attenzione sulle azioni messe in campo dall'Associazione e sulle difficoltà operative e istituzionali affrontate negli ultimi anni.
Secondo Andreini, l'ATC che rappresenta è impegnato da 2 anni in attività di contrasto alla PSA, con iniziative rivolte alla formazione e alla sicurezza: corsi sulla biosicurezza, adeguamento di locali per il trattamento degli animali abbattuti e collaborazione con le autorità sanitarie. Molte di queste misure sono state sostenute economicamente dai singoli cacciatori o dalle squadre organizzate.
Il punto di vista dell'ATC e le criticità segnalate
Il presidente ha evidenziato la partecipazione attiva del mondo venatorio: uno sforzo che, a suo avviso, rischia però di essere indebolito dalle scelte contenute nel nuovo Piano faunistico venatorio regionale. Andreini contesta in particolare la rimozione dei riferimenti alla buona gestione del territorio e il mancato riconoscimento del contributo quotidiano dei cacciatori attraverso gli ATC.
"La frattura creata dalla perdita di fiducia e il sentimento di abbandono rischiano di far perdere l’unico supporto credibile nel contrasto alla peste suina africana."
Nel commento si richiama anche la previsione dell'intervento dell'agenzia del NURV (Nucleo Unificato Regionale di Valutazione), che di fatto potrebbe portare a un commissariamento degli ATC, secondo quanto denunciato dall'Associazione.
Conseguenze pratiche per la provincia
- Controlli e sorveglianza sanitaria: la presenza di casi positivi impone misure di sorveglianza più stringenti sul territorio.
- Attività venatoria: l'azione dei cacciatori e delle squadre di caccia è richiamata come risorsa operativa nel contenimento dell'epidemia.
- Economia locale: la PSA comporta rischi per l'allevamento suino e per le filiere collegate, con possibili ricadute economiche in caso di diffusione.
Le autorità sanitarie competenti sono chiamate a proseguire le attività di indagine epidemiologica e di controllo. L'ATC ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare nelle operazioni sotto il coordinamento delle autorità stesse.
Rapporto con le istituzioni regionali
Nel suo intervento Andreini ha anche richiamato la politica regionale, denunciando modifiche al piano faunistico che, a suo avviso, riducono il ruolo degli ATC e non valorizzano l'esperienza del mondo venatorio sul territorio. La critica riguarda sia il contenuto normativo sia l'orientamento politico che ha portato alle modifiche.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Casi positivi segnalati | 3 |
| Impegno ATC | 2 anni di attività di contrasto |
Per i cittadini della provincia resta centrale la necessità di seguire le indicazioni ufficiali fornite dalle autorità sanitarie e di segnalare ritrovamenti di fauna selvatica morta o in stato di sofferenza. L'evoluzione della situazione sarà determinante per le misure future e per l'organizzazione degli interventi di contenimento sul territorio pistoiese.
Seguiranno aggiornamenti non appena saranno rese disponibili ulteriori informazioni dalle autorità competenti.