Indagine partita da un ritrovamento nelle campagne: sette misure e un quadro di spaccio nella Bassa
I carabinieri della compagnia di Fiorenzuola hanno eseguito sette misure cautelari, emesse dal tribunale di Piacenza su richiesta della Procura, nell'ambito di un'inchiesta sullo spaccio di sostanze stupefacenti sviluppata lungo l'asta del Po tra Caorso e Castelvetro. Le misure hanno riguardato persone con domicili e residenze nelle province di Piacenza, Milano e Modena, e sono state eseguite con il supporto dei reparti provinciali coinvolti.
L'attività investigativa è stata avviata dopo il ritrovamento, nella notte del 25 dicembre 2025, di un cittadino nordafricano quarantenne regolare sul territorio, trovato in gravi condizioni sul ciglio della Padana Inferiore in zona Fossadello, nelle campagne di Caorso. L'uomo presentava ferite compatibili con percosse e accoltellamento; inizialmente riferì di una rapina, ma gli accertamenti dei militari hanno ricostruito che l'aggressione era riconducibile a contrasti nella compravendita di stupefacenti.
Le indagini condotte dal nucleo operativo e radiomobile di Fiorenzuola hanno permesso di delineare un più ampio contesto di spaccio nella Bassa piacentina, con un bacino di centinaia di clienti quotidiani, molti provenienti da Cremona e dal Cremonese. Complessivamente l'attività investigativa ha coinvolto 13 persone ritenute partecipi, tra le quali figurano:
- un uomo italiano di 41 anni, residente in zona e già noto alle forze dell'ordine, indicato come referente per il controllo della qualità dello stupefacente e per l'intermediazione nelle vendite;
- dodici cittadini nordafricani, alcuni già noti alle forze di polizia, tra cui due soggetti di 32 e 27 anni ritenuti gravemente indiziati per l'aggressione subita dal quarantenne.
Al momento dell'esecuzione delle misure, tre degli indagati risultavano già detenuti in carcere, uno era sottoposto agli arresti domiciliari e gli altri tre in stato di libertà, secondo quanto disposto dal tribunale di Piacenza.
La presenza di punti di approvvigionamento e di una clientela consolidata che si spostava anche tra province diverse conferma la dimensione sovra‑provinciale dell'attività illecita e rende necessario il coordinamento tra comandi e Procure per arginare il fenomeno.
Per i residenti della provincia di Modena la notizia segnala la presenza di collegamenti criminali che interessano l'area del Po e i territori limitrofi: le forze dell'ordine hanno sottolineato l'importanza delle segnalazioni e della collaborazione con la popolazione per individuare situazioni di degrado e traffici illeciti.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Numero di misure cautelari | 7 |
| Persone complessivamente coinvolte nell'indagine | 13 |
| Data avvio indagine | 25 dicembre 2025 |
| Province coinvolte | Piacenza, Milano, Modena |
Le indagini proseguono per ricostruire compiutamente ruoli, canali di approvvigionamento e flussi di clienti, elementi che saranno utili per approfondire responsabilità e per valutare ulteriori provvedimenti giudiziari. Nel frattempo i comandi coinvolti intensificheranno il monitoraggio delle aree ritenute più a rischio e le attività preventive sul territorio.