Una mobilitazione europea chiede di non smantellare le tutele chiave per la biodiversità
Più di 600.000 cittadini hanno sottoscritto la petizione lanciata dalla campagna #HandsOffNature, che chiede alla Commissione europea di preservare l'integrità delle direttive Uccelli e Habitat. La raccolta firme, promossa da una coalizione di organizzazioni ambientali — BirdLife Europe, ClientEarth, l'Agenzia europea dell'ambiente e l'ufficio europeo del WWF — è arrivata al termine della consultazione pubblica aperta fra il 12 maggio e il 10 agosto 2026.
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La consultazione, definita dalla Commissione come un "stress test" della normativa, ha avuto l'obiettivo di verificare efficienza ed eventuali margini di semplificazione delle due direttive, considerate i pilastri della rete Natura 2000. Per la coalizione promotrice, la revisione non deve tradursi in un indebolimento delle misure di tutela in nome di una presunta riduzione degli oneri amministrativi.
Perché la posta in gioco è alta
Le direttive Uccelli e Habitat sono state valutate nel 2016 dal controllo di adeguatezza della Commissione (Fitness Check) come adeguate nel contribuire alla protezione di foreste, zone umide, fiumi e altri habitat fondamentali per la fornitura di servizi ecosistemici — acqua pulita, suoli sani e resilienza ai rischi climatici come incendi, inondazioni e siccità. La campagna avverte che qualsiasi depotenziamento ridurrebbe la capacità di risposta dell'Unione europea a questi rischi.
Richieste principali della campagna
- Mantenere intatte le attuali protezioni previste dalle direttive Uccelli e Habitat;
- Garantire il finanziamento e l'effettiva applicazione delle norme esistenti, non solo la loro semplificazione;
- Escludere la definizione delle misure di tutela come mera "burocrazia" da tagliare per motivi economici o amministrativi.
Impatto atteso e prossimi passaggi
La chiusura della consultazione non rappresenta la fine del processo decisionale: la Commissione dovrà analizzare i contributi raccolti e decidere se proporre modifiche. La pressione pubblica, documentata dalle oltre 600.000 firme, mira a influenzare tale valutazione sottolineando che la gestione della natura è anche una strategia di prevenzione dei danni ambientali e dei costi associati ai fenomeni estremi.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Firme raccolte | 600.000+ |
| Periodo consultazione | 12 maggio – 10 agosto 2026 |
| Organizzazioni promotrici | BirdLife Europe, ClientEarth, Agenzia europea dell'ambiente, WWF Europa |
Per l'Italia la posta in gioco è concreta: il Paese ospita numerose aree della rete Natura 2000 e dipende da quegli habitat per la difesa del suolo, la sicurezza idrica e la mitigazione degli eventi estremi. Qualsiasi revisione delle direttive che ne riduca l'efficacia potrebbe incidere sulle strategie nazionali e regionali di conservazione, oltre che sui programmi di finanziamento e gestione delle aree protette.
La mobilitazione pubblica mette la Commissione davanti a una scelta politica: rafforzare l'applicazione della normativa per proteggere la biodiversità e la resilienza agli impatti climatici, oppure procedere a una semplificazione che, secondo la coalizione, rischia di ridurre garanzie essenziali per la natura europea.