Treviso recupera terreno dopo il 2020, ma la crescita non è omogenea
La Marca Trevigiana ha visto un incremento del 6% degli addetti presenti nelle unità locali tra il 2018 e il 2023, secondo l'analisi del Centro Studi Amministrativi elaborata attraverso il portale MoMa, che utilizza dati Istat per leggere l'evoluzione economica dei comuni provinciali. Il periodo considerato comprende il brusco calo del 2020, legato alla pandemia, e i successivi anni di ripresa.
Il dato sugli addetti nelle unità locali misura il lavoro effettivamente presente sul territorio: interessa il luogo dove si trova il posto di lavoro — fabbrica, negozio, ufficio o cantiere — e non la residenza del lavoratore. Questo indicatore mette in evidenza la capacità della provincia di generare e mantenere posti di lavoro sul proprio territorio.
Confronti territoriali
La crescita provinciale è sostanzialmente allineata a quella regionale, che nello stesso periodo ha segnato un +5,9%, ma rimane inferiore al dato nazionale, pari a +7,8%. Nel contesto veneto la Marca si pone in posizione intermedia rispetto alle altre province:
- Verona: +7,6%
- Vicenza: +6,5%
- Treviso: +6,0% (la Marca)
- Venezia: +4,9%
- Rovigo: +4,8%
- Belluno: +3,2%
| Provincia | Variazione % addetti (2018-2023) |
|---|---|
| Verona | +7,6% |
| Vicenza | +6,5% |
| Treviso | +6,0% |
| Venezia | +4,9% |
| Rovigo | +4,8% |
| Belluno | +3,2% |
Quali settori hanno trainato la ripresa
L'analisi segnala che la ripresa degli addetti nella Marca non è stata uniforme tra i settori. In particolare hanno registrato dinamiche positive:
- manifattura;
- costruzioni;
- servizi alle imprese;
- sanità;
- ICT.
Questi comparti hanno contribuito a limitare la caduta del 2020 e a sostenere la ripartenza dal 2021, nonostante la generale contrazione legata alle restrizioni. La minore esposizione della provincia verso il turismo e la ricettività ha attenuato l'impatto negativo iniziale rispetto ad altre realtà più dipendenti da quei settori.
Implicazioni locali e punti di attenzione
Per i comuni della provincia il dato provinciale va interpretato con attenzione: la crescita complessiva nasconde differenze significative tra centri urbani e territori rurali. Questo rende necessarie politiche mirate a sostenere la coesione territoriale e a rafforzare i settori che hanno mostrato fragilità.
Per cittadini e operatori economici la fotografia offerta dal Centro Studi può essere utile per orientare scelte di formazione, piano degli investimenti locali e interventi di sostegno al lavoro. Le istituzioni locali possono utilizzare queste informazioni per calibrare misure a favore dei comparti in difficoltà e per incentivare quelli in espansione.
La lettura dei dati attraverso MoMa e il confronto con l'andamento regionale e nazionale consente di monitorare l'evoluzione occupazionale nei prossimi anni e di valutare l'efficacia delle politiche di rilancio messe in campo dopo la fase pandemica.