Audizione fiume mette a nudo la situazione dell'ASL 3 a Nuoro
Un confronto lungo e serrato tra il direttore generale dell'ASL 3, Francesco Trotta, e la Commissione Sanità del Comune di Nuoro, presieduta da Matteo Cicalò, ha rivelato una situazione sanitaria locale gravemente compromessa. La seduta ha fotografato una realtà in cui, secondo i consiglieri, «nel Capoluogo barbaricino non vuole venire a lavorare nessuno» e i servizi finora attivi non bastano a sostenere reparti ormai svuotati.
Nel corso della commissione sono emersi problemi diffusi: dall'isolamento di reparti strategici alla carenza di specialisti, con effetti concreti sulle cure accessibili ai cittadini di Nuoro e dei paesi dell'hinterland. Il direttore generale ha indicato come risposta lo sviluppo dei servizi di prossimità, tra cui case di comunità e telemedicina, ma tale linea è stata contestata trasversalmente da maggioranza e opposizione che l'hanno definita insufficiente rispetto alla gravità delle lacune evidenziate.
Reparti in difficoltà e terapie a rischio
I consiglieri hanno dipinto un quadro preoccupante: il Centro trasfusionale, un tempo motivo di orgoglio paragonato a strutture di grandi ospedali, oggi è indicato come a rischio chiusura. L'ematologo e consigliere Alessandro Murgia (M5S) ha segnalato che alcune terapie non possono più essere erogate in loco, costringendo i pazienti a trasferte verso Sassari con un onere stimato in 400mila euro all’anno per il sistema complessivo.
Grave è anche la situazione in Ortopedia, colpita da dimissioni di massa di medici: come denunciato, nelle ore notturne chi si rompe un osso può essere invitato a tornare il giorno dopo perché non ci sarebbe personale disponibile per gestire l'urgenza immediata. Al Pronto Soccorso, è stato descritto un reparto allo stremo, con criticità logistico-gestionali, tra cui l'uso provvisorio di un singolo condizionatore portatile nella sala d'attesa.
Il dg ha proposto i servizi di prossimità come "pezze" per tamponare la carenza di personale.
Fallimento dei reclutamenti e soluzioni temporanee
Lo stesso direttore generale Trotta ha ammesso il fallimento dei reclutamenti. Il concorso dell'anno precedente per dirigenti medici è risultato deserto, mentre i contratti a gettone del personale sono scaduti. Come misura tamponante, l'ASL sta valutando una manifestazione d'interesse per coprire alcune posizioni in attesa delle procedure concorsuali e della graduatoria della Regione.
La critica dei consiglieri non si è limitata ai reparti citati. Sono stati segnalati problemi anche in Pediatria, con reparti congestionati, e sul fronte oncologico dove, per il tumore al seno, sarebbe presente un solo oncologo a seguire i casi. La Commissione ha sottolineato come questi elementi configurino uno smantellamento progressivo dell’ospedale San Francesco, con ricadute evidenti sull’accesso alle cure per donne, bambini e pazienti cronici.
Impatto locale e possibili conseguenze
- Accesso alle cure ridotto: terapie trasferite altrove e ore notturne non coperte incrementano il disagio per i cittadini.
- Costi e spostamenti: trasferte verso altre province per trattamenti specialistici gravano sui pazienti e sul sistema sanitario.
- Servizi di prossimità insufficienti: case di comunità e telemedicina non compensano l'assenza di reparti e specialisti.
La seduta ha quindi posto un interrogativo rilevante: come potrà essere garantita la continuità delle cure essenziali nel breve termine, in attesa di procedure concorsuali efficaci e di un possibile rafforzamento delle dotazioni organiche? La risposta richiederà, oltre a piani di reclutamento efficaci, interventi mirati per tutelare i servizi che oggi risultano più critici per la popolazione del Nuorese.
| Reparto | Problema riportato |
|---|---|
| Centro trasfusionale | Rischio chiusura; terapie non eseguibili in sede |
| Ortopedia | Dimissioni in massa; carenza di reperibilità notturna |
| Pronto Soccorso | Reparto allo stremo; criticità logistico-strutturali |
| Pediatria | Reparto congestionato |
| Oncologia (seno) | Presenza di un solo oncologo |
La discussione in Commissione lascia emergere un'urgenza condivisa: servono risposte concrete e tempestive per evitare che la carenza di personale e le chiusure potenziali compromettano definitivamente servizi sanitari fondamentali per i cittadini di Nuoro e dell'intera provincia.