Denuncia del sindacato e dati di afflusso
Il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, ha rivolto una denuncia formale sulle condizioni operative del Pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara. Secondo il sindacato, l'aumento degli accessi correlato all'ondata di caldo in Piemonte — stimato tra il 10 e il 15 per cento — ha messo a dura prova il servizio, che avrebbe operato in diversi turni con un numero di infermieri inferiore rispetto all'organico previsto.
Una giornata limite
Il documento di NurSind prende in esame in particolare il pomeriggio del 29 giugno, quando nel Pronto soccorso erano presenti 75 pazienti, tra i quali 27 codici arancioni e 19 codici azzurri. Questi numeri, segnalano i firmatari, superano le soglie indicate nei protocolli aziendali per l'attivazione di misure straordinarie volte a gestire il sovraffollamento.
«Grave e insostenibile»
Questioni sollevate: organico e risorse
NurSind accusa la direzione aziendale di non aver attivato strumenti previsti per far fronte all'emergenza e denuncia inoltre che, nonostante l'aumento delle esigenze assistenziali, non vengono utilizzati neppure i fondi disponibili per le prestazioni aggiuntive. La segnalazione mette al centro tre punti chiave per la funzionalità del servizio: il dimensionamento del personale, la programmazione delle risorse straordinarie e i modelli organizzativi per la gestione dei picchi di accesso.
- Incremento degli accessi: situazione collegata alle alte temperature in corso nella regione.
- Carenza di personale: infermieri in numero inferiore rispetto agli standard previsti nei turni critici.
- Attivazione di misure: mancata applicazione di strumenti aziendali previsti in caso di sovraffollamento.
Impatto per i cittadini di Novara
Per i residenti della provincia questo quadro implica possibili aumenti dei tempi di attesa in Pronto soccorso e una maggiore pressione sui servizi di emergenza-urgenza. Le categorie più vulnerabili — anziani, persone con patologie croniche o soggette a colpi di calore — sono le più esposte agli effetti di un presidio sovraccarico. Inoltre, la mancata attivazione di risorse aggiuntive può tradursi in una riduzione della capacità di risposta a eventi acuti e in un aumento del carico di lavoro per il personale in servizio.
Numeri chiave
| Voce | Valore |
|---|---|
| Pazienti presenti (29 giugno) | 75 |
| Codici arancioni | 27 |
| Codici azzurri | 19 |
| Soglia per attivazione misure aziendali | 55 pazienti |
La segnalazione del NurSind solleva dunque dubbi sulla capacità del sistema locale di adeguarsi a variazioni impreviste della domanda sanitaria. Nei prossimi giorni sarà importante verificare le controdeduzioni dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria e l'eventuale intervento di Ats o della Regione per riequilibrare organici e risorse. Per i cittadini, resta fondamentale monitorare le comunicazioni ufficiali e, in caso di bisogno, rivolgersi ai canali di assistenza indicati dall'ospedale.