Segnalazioni costanti per tutto il 2026
Nel territorio di Novara il fenomeno dell'abbandono di animali domestici mantiene livelli preoccupanti nonostante segnali di miglioramento nel periodo estivo. Le associazioni locali e i servizi comunali continuano a registrare ingressi regolari nei canili e a lanciare appelli alla responsabilità dei proprietari, mentre emergono elementi che collegano la crisi degli abbandoni a ragioni economiche e sociali.
Dati locali e prime evidenze
Secondo i dati riferiti dalle associazioni operative nel novarese, dal 1° gennaio 2026 sono stati segnalati 46 cani trovati vaganti sul territorio; di questi, 22 sono stati restituiti ai proprietari, mentre 8 sono stati sottratti alle famiglie per condizioni di detenzione giudicate non idonee.
| Voce | Numero |
|---|---|
| Arrivi di cani trovati | 46 |
| Riconsegnati ai proprietari | 22 |
| Casi di detenzione non idonea (prelievi) | 8 |
Cause e impatto sociale
Per i referenti delle associazioni, il cambiamento nelle dinamiche degli abbandoni è in parte riconducibile alle campagne di sensibilizzazione e alle norme sull'identificazione degli animali domestici, ma la radice del problema sarebbe oramai strettamente connessa a difficoltà economiche e familiari. La perdita di lavoro e l'aumento dei costi della vita sono indicati come fattori che hanno reso più complessa la gestione degli animali nelle famiglie.
«Per quanto riguarda i cani il numero è stazionario, e da queste parti non si verifica più un picco che coincide con la stagione estiva. La maggior parte degli arrivi poi sono cani chippati, e negli ultimi anni il Comune di Novara richiede che i proprietari consegnino la documentazione adeguata che comprovi i motivi per cui le famiglie vogliono cedere l'animale»
Questa valutazione, fornita dal presidente della sezione ENPA di Novara, evidenzia come le pratiche amministrative e la maggiore diffusione del microchip stiano cambiando le modalità di gestione dei casi. Resta però aperta la questione delle famiglie che, per ragioni di natura economica o sociale, non sono più in grado di accudire gli animali.
«Si tratta di un problema nato durante la pandemia: tante persone hanno perso il lavoro, con le famiglie che hanno avuto problemi economici successivi. L’aumento dei prezzi dell’ultimo periodo ha poi dato la stangata finale»
Quali risposte sul territorio
Le associazioni del territorio richiamano l'attenzione su alcune priorità pratiche per contenere il fenomeno: programmi di sostegno economico per le cure veterinarie, reti di supporto per i nuclei familiari in difficoltà, e campagne mirate di adozione e affido che includano controllo post-affidamento. Inoltre viene sottolineata l'importanza della collaborazione tra servizi sociali comunali, enti di tutela animale e volontariato per intercettare i casi di rischio prima che degenerino in abbandoni.
- Il problema rimane distribuito lungo tutto l'anno, non solo in estate.
- Il microchip e le verifiche comunali hanno facilitato il recupero dei proprietari, ma non risolvono le cause economiche sottostanti.
- Si richiedono interventi integrati tra servizi sociali e associazioni per prevenire gli abbandoni.
Per i residenti di Novara, la vicenda ha ricadute concrete sulla presenza di animali randagi in aree pubbliche, sui costi di gestione dei canili e sulla necessità di una rete di sostegno che aiuti famiglie e animali a restare unite. Le associazioni proseguiranno il lavoro di monitoraggio e sensibilizzazione, in attesa di misure più strutturali da parte delle istituzioni locali.