Il caso di una multa elevata nel settembre 2020 in provincia di Udine si è concluso con la conferma della sanzione anche in secondo grado. Protagonista è una 38enne residente a Corno di Rosazzo che, durante un controllo stradale, era stata accusata dai carabinieri di usare un telefono cellulare mentre guidava. Per quell'infrazione le era stata comminata una sanzione di 320 euro.
La versione della donna e il procedimento giudiziario
La conducente ha contestato il verbale e ha ricorso in sede civile e penale sostenendo una ricostruzione alternativa: secondo la sua versione, ciò che teneva in mano non era uno smartphone ma una fetta di zucchina fritta che stava avvicinando alla bocca. A supporto della propria difesa, la donna ha prodotto il tabulato delle chiamate, dal quale non risultavano conversazioni in corso al momento del controllo, e ha osservato che l'auto era dotata di vivavoce e comandi al volante, strumenti che avrebbero reso superfluo l'uso manuale del telefono.
Decisioni dei giudici e motivazioni
Il procedimento è transitato davanti al Tribunale di Trieste, dove in primo grado sono stati valutati anche gli elementi raccolti durante il controllo. La Corte, nel respingere la ricostruzione dell'automobilista, ha attribuito rilievo al comportamento della donna al momento dell'accertamento: secondo la motivazione riportata, non furono fornite spiegazioni immediate atte a confutare l'addebito.
"la donna non rendeva alcuna dichiarazione a confutazione della contravvenzione che le veniva rilevata, muovendo tali contestazioni e tale prospettazione della situazione solo in un mome"
Anche in appello la versione della conducente non ha trovato accoglimento.
Aspetti pratici e ricadute per i guidatori locali
La vicenda ripropone alcuni punti concreti di interesse per chi circola sulle strade della provincia:
- Prova al momento del controllo: le spiegazioni fornite alla pattuglia durante il fermo hanno peso nella valutazione dell'infrazione.
- Documentazione tecnica: tabulati telefonici e dotazioni dell'auto (vivavoce, comandi al volante) possono essere utili ma non sempre determinanti se la condotta contestata è ritenuta visibile dagli operatori.
- Strada giudiziaria: contestare una multa è possibile, ma la decisione dei giudici può confermare l'accertamento iniziale se gli elementi raccolti all'atto del controllo sono ritenuti affidabili.
Contesto e responsabilità
La decisione ribadisce la necessità di rispettare le norme del Codice della strada riguardanti l'uso del cellulare alla guida, norme pensate per ridurre i rischi di incidenti. Sul piano processuale, il caso evidenzia come la valutazione della credibilità tra la versione dell'accertamento fatta dagli agenti in servizio e le giustificazioni del conducente venga rimessa al giudice, che valuta anche il comportamento immediato durante il controllo. Per i residenti della provincia la vicenda è un richiamo all'attenzione nel momento del fermo e alla prudenza nell'uso di dispositivi elettronici al volante.
| Data multa | 19 settembre 2020 |
|---|---|
| Luogo | Provincia di Udine (Corno di Rosazzo) |
| Importo sanzione | 320 euro |
| Tribunale | Trieste |
La vicenda non si limita al singolo episodio: richiama l'attenzione sulla modalità di svolgimento dei controlli stradali e sulle prove che ciascun automobilista può mettere a disposizione per difendersi. In assenza di elementi nuovi che modifichino i fatti accertati, la decisione dei giudici ha mantenuto intatta la sanzione originaria.