Mobilitazione e richieste
Un corteo di rider ha attraversato Milano per richiamare l'attenzione sulle condizioni di lavoro durante l'ondata di caldo estiva e per criticare l'attuazione dell'ordinanza comunale pensata per proteggere i ciclofattorini. La protesta, promossa dal sindacato Usb, si è svolta dopo che le temperature in città hanno raggiunto valori compresi tra 35 e 38 gradi, con operatori costantemente a contatto con l'asfalto rovente.
Il nodo pratico: stop alle consegne e perdita economica
I rider contestano la misura che prevede la riduzione o la sospensione delle consegne nelle fasce orarie più calde: secondo i lavoratori, fermarsi durante il periodo di pranzo può tradursi in una consistente perdita di guadagno. Durante l'assemblea nella sede Usb di via Padova è ripetuto il punto centrale della protesta: senza sostegni economici e contratti, l'ordinanza resta «inefficace» per chi vive di queste giornate.
«Se lasci la bici 2-3 minuti dopo non puoi sederti più sul sellino. Il ricatto è tra morire di caldo o morire di fame»
Condizioni sul campo: acqua, pause e aree ombreggiate
L'ordinanza comunale prevede che le piattaforme e i committenti mettano a disposizione soluzioni per assicurare acqua, pause e aree ombreggiate o di ristoro e che non siano istituiti premi legati alla rapidità o al numero di consegne nelle fasce a rischio. I rider tuttavia denunciano che, nella pratica, l'acqua la comprano di tasca propria e che i sistemi di assegnazione delle consegne — algoritmi inclusi — non tengono conto delle reali esigenze di pausa.
- Fasce critiche: il picco di lavoro a pranzo rende difficile rispettare gli stop.
- Richiesta: un vero contratto e ammortizzatori sociali per le ore non lavorate.
- Problema logistico: mancano aree di ristoro e soluzioni operative sul territorio.
Implicazioni per Milano
Per i cittadini milanesi la questione è ambivalente: l'ordinanza mira a salvaguardare la salute di una categoria particolarmente esposta, ma la sua applicazione può incidere sulla disponibilità del servizio di consegna nelle ore di maggiore domanda. Inoltre, senza strumenti economici per compensare le ore perse, la misura rischia di spostare il costo dell'intervento sui lavoratori più fragili.
Passi successivi e richieste sindacali
Dal corteo parte la richiesta esplicita al Comune e alle piattaforme: oltre a misure organizzative e dispositivi di tutela, servono fondi e contratti che garantiscano ammortizzatori per chi è costretto a fermarsi. I rappresentanti Usb hanno chiesto che l'ordinanza sia accompagnata da risorse concrete per evitare che la scelta tra salute e reddito resti in mano esclusiva al lavoratore.
| Problema | Richiesta |
|---|---|
| Esposizione al caldo (35-38°C) | Aree ristoro, acqua, pause garantite |
| Perdita di guadagni nelle ore di stop | Ammortizzatori sociali e contratti veri |
| Algoritmi che non privilegiano fasce fresche | Stop automatico o rallentamento assegnazioni |
La discussione ora passa alla verifica dell'attuazione pratica delle prescrizioni comunali e alla concretezza delle risorse messe a disposizione per accompagnarle. Per molti fattorini milanesi la necessità è chiara: non bastano le ordinanze senza strumenti che tutelino il reddito e la salute.