Risultati nazionali e distanza del Nord
Il report sugli esiti dell'Esame di Stato 2025/2026 diffuso dal Ministero dell'Istruzione e del Merito conferma un aumento dei diplomati con 100 e lode: sono stati 14.123 i casi registrati, pari al 2,9% dei diplomati. Allo stesso tempo si registra una diminuzione della quota di chi ottiene il 100 senza lode.
La distribuzione territoriale evidenzia una concentrazione delle eccellenze nel Mezzogiorno: nelle regioni meridionali le percentuali dei diplomati con 100 e 100 e lode risultano significativamente più alte rispetto al Nord. Per la Lombardia il dato riportato è di 1%, nettamente inferiore alle percentuali registrate in alcune regioni del Sud.
Implicazioni per Lodi e per le scuole della provincia
Per gli istituti lodigiani e per le famiglie questi numeri sollevano questioni concrete su orientamento, qualità dell'offerta formativa e strumenti di supporto. Se da un lato l'aumento dei 100 e lode a livello nazionale segnala una maggiore concentrazione di eccellenze, dall'altro la differenza tra regioni suggerisce che fattori territoriali, organizzativi e di contesto continuano a pesare sui risultati.
- Impatto sugli studenti: spinta alla scelta di percorsi più performanti come i licei, dove la percentuale di lodi è più alta;
- Per le scuole: necessità di monitorare gli outcome e rafforzare attività di recupero e orientamento;
- Per le famiglie: attenzione alle scelte scolastiche e alle offerte di approfondimento, in particolare negli ultimi anni di corso.
Una mappa sintetica delle regioni
Dal report emergono differenze regionali nette. Nel seguente quadro sono riportate alcune delle percentuali segnalate sui diplomati con 100 e lode:
| Regione | % 100 e lode |
|---|---|
| Calabria | 6,1% |
| Puglia | 6,1% |
| Sicilia | 4,7% |
| Umbria | 4,7% |
| Campania | 4,4% |
| Basilicata | 3,4% |
| Lombardia | 1% |
| Piemonte | 1,6% |
| Veneto | 1,4% |
Elementi da considerare a livello locale
Le cifre non spiegano da sole le cause delle differenze. A Lodi, come nel resto della Lombardia, contano variabili che vanno verificate sul territorio: composizione degli indirizzi scolastici (licei, tecnici, professionali), politiche di orientamento in uscita, offerta di sostegno e recupero, accesso a percorsi di eccellenza e attività extracurriculari. Il rapporto segnala inoltre che i licei continuano a concentrare la quota maggiore di lodi rispetto agli istituti tecnici e professionali.
Per le scuole della provincia sarà utile un'analisi disaggregata dei risultati interni, confronto con gli standard Invalsi e un dialogo tra dirigenti, docenti e famiglie per individuare interventi mirati. In assenza di verifiche locali, i dati nazionali restano un indicatore utile ma parziale.
In prospettiva, i numeri della Maturità 2026 costituiscono un punto di partenza per riflettere sulla qualità complessiva dell'istruzione nel territorio lodigiano e sulle azioni concrete per migliorare le opportunità di successo degli studenti.