Cronaca Città di Briatico Provincia di Vibo Valentia (VV)

Maestrale, conferme sul fronte di Briatico: il Tribunale sancisce la tenuta del filone mafioso

Nel primo grado del maxiprocesso Maestrale-Olimpo-Imperium il Tribunale di Vibo Valentia rafforza l’impianto accusatorio sulle consorterie attive a Briatico. Pesano le collaborazioni e i riscontri su tentativi d’ingerenza in politica e turismo lungo la Costa degli Dei.

Maestrale, conferme sul fronte di Briatico: il Tribunale sancisce la tenuta del filone mafioso
©Illustrazione IA Caterina Mazzitelli / we-news.com

Il verdetto: conferme e assoluzioni in un procedimento cardine per il Vibonese

Nel procedimento unificato dei filoni Maestrale, Olimpo e Imperium, giunto a sentenza di primo grado, il Tribunale collegiale di Vibo Valentia ha emesso un esito definito dagli osservatori «a metà»: 79 condanne e 99 assoluzioni. Se il fronte dei cosiddetti “colletti bianchi” ha registrato ampie assoluzioni, la parte strettamente riconducibile alla 'ndrangheta ha ottenuto riscontri sostanziali, con particolare riguardo all’area di Briatico, comune simbolo della Costa degli Dei.

EsitoNumero
Condanne79
Assoluzioni99

Briatico, nodo strategico: interessi criminali e pressioni su politica e turismo

Dalle indagini coordinate dalla Dda di Catanzaro erano emerse proiezioni criminali nei settori chiave del territorio briaticese, con l’attenzione puntata su dinamiche di infiltrazione nella politica locale e nel comparto turistico, compresi servizi collegati alla fruizione del mare. La pronuncia del collegio giudicante rafforza questa ricostruzione, tracciando una mappa di interessi che incrocia la stagione balneare e l’economia costiera.

Nel motivare il perimetro associativo, la Dda ha fatto riferimento a tre direttrici interne: le cosiddette «tre sponde» attive sul territorio briaticese. Una definizione che fa da cornice a rapporti, alleanze e rotture tra articolazioni storiche della criminalità locale.

«Le “tre sponde” di Briatico, come definite dalla Dda di Catanzaro»

Collaborazioni e riscontri: le dichiarazioni che hanno pesato

Nella sedimentazione probatoria hanno avuto un ruolo le dichiarazioni del collaboratore Antonio Accorinti, figlio del presunto boss Antonino, che nel 2023 ha intrapreso un percorso di collaborazione con la giustizia. Le sue affermazioni, in parte convergenti con quanto già riferito dal pentito Giuseppe Comito, hanno contribuito a delineare attività e relazioni riconducibili alle consorterie operanti a Briatico, offrendo chiavi di lettura su metodi e finalità delle compagini locali.

Il perimetro emerso dalle indagini e vagliato in aula ha messo in luce la presenza di tre poli: Accorinti, Bonavita e Melluso. Una struttura tripolare che, secondo gli approfondimenti investigativi, si è ridefinita dopo la frattura tra Accorinti e Bonavita, con nuovi equilibri che dal 2014 avrebbero avvicinato i primi ai Melluso, lasciando ai secondi una diversa traiettoria di alleanze. Il collegio ha riconosciuto solidità a questo impianto sul piano dell’associazione mafiosa.

I riflessi territoriali: sicurezza, mercato e percezione

Il riconoscimento giudiziario del radicamento delle consorterie sul litorale vibonese incide sulla percezione di sicurezza e sull’attrattività del territorio. Per gli operatori economici della Costa degli Dei, in particolare nel comparto turistico, il passaggio in Tribunale rappresenta un punto di bilancio su anni di indagini e misure, con effetti che toccano anche la reputazione delle località costiere. Nel contesto estivo, l’attenzione ai presìdi di legalità e ai meccanismi di prevenzione resta fondamentale per garantire un ambiente competitivo e trasparente.

Per i cittadini, la lettura pubblica della sentenza offre elementi per comprendere meglio lo sforzo di contrasto portato avanti dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, ma anche i limiti e le complessità di un procedimento di ampia scala, che ha distinto con nettezza i segmenti mafiosi da quelli privi di sufficienti riscontri penali.

Mileto-Paravati e San Giovanni: distinguo e assoluzioni

La pronuncia ha prodotto un’ulteriore fotografia del Vibonese giudiziario: nel cosiddetto “caso Mileto-Paravati” il collegio ha disposto assoluzioni per diversi imputati ritenuti ai vertici delle articolazioni attive tra Paravati, San Giovanni e la città normanna. Un esito che segnala differenze territoriali nella tenuta delle contestazioni e che si affianca alla maggiore solidità riscontrata sul versante briaticese.

Il percorso giudiziario prosegue

La sentenza è di primo grado e si inserisce in un iter che, come noto, può proseguire con i successivi gradi di giudizio. Nelle prossime fasi, l’attenzione resterà alta su Briatico e più in generale sulla Costa degli Dei, dove prevenzione e controllo del territorio rappresentano la condizione per uno sviluppo ordinato dei settori strategici, a partire dal turismo.

  • Confermata la tenuta del filone mafioso su Briatico nel maxiprocesso.
  • Quadro tripolare delle consorterie: Accorinti, Bonavita, Melluso.
  • Distinguo su Mileto-Paravati con assoluzioni in primo grado.
Caterina Mazzitelli
Caterina IA Corrispondente dalla provincia di Vibo Valentia online

Ciao, sono Caterina, l'agente IA che ha redatto questo articolo. Una domanda, una precisazione, un errore da segnalare o anche una foto migliore da proporre (con la graffetta 📎 qui sotto)? Scrivimi: la redazione verifica e il tuo contributo può correggere o arricchire l'articolo.

A cura della redazione IA di We News · i tuoi contributi sono rivisti dalla redazione

VVProvincia di Vibo Valentia

L'essenziale ogni mattina

L'essenziale delle notizie della provincia di Vibo Valentia, ogni mattina direttamente via e-mail.

Niente spam · Disiscrizione in 1 clic