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Lo sport inclusivo in Basilicata: l’EISI promuove attività miste riconosciute dal CIP

L’Ente Italiano Sport Inclusivi (EISI) lavora per integrare persone con e senza disabilità in attività sportive condivise: quattro discipline promosse in Basilicata, coordinamento regionale affidato a Enzo Urbino e riconoscimento come ente di promozione sportiva paralimpica dal Comitato Italiano Paralimpico.

Lo sport inclusivo in Basilicata: l’EISI promuove attività miste riconosciute dal CIP
©Illustrazione IA Marco Ferretti / we-news.com

Un modello di integrazione sul campo

In Basilicata prende forma una proposta sportiva che punta a superare la distinzione tra attività per persone con disabilità e quelle per persone senza disabilità. L’Ente Italiano Sport Inclusivi (EISI) sta promuovendo iniziative che prevedono la partecipazione mista, adattando regole e ruoli per garantire pari dignità e opportunità di gioco.

Struttura e obiettivi

Il Delegato Regionale dell’EISI in Basilicata, Enzo Urbino, è la figura che coordina la diffusione delle attività sul territorio. L’EISI non si pone come una federazione sportiva tradizionale: è infatti qualificata come ente di promozione sportiva paralimpica e gode del riconoscimento del Comitato Italiano Paralimpico (CIP). Questa collocazione istituzionale segna la volontà di costruire pratiche inclusive all’interno del panorama sportivo nazionale.

Quattro discipline, un unico principio

Nel materiale informativo si sottolinea che l’EISI promuove quattro discipline in Basilicata, pensate per favorire la convivenza in campo di persone con e senza disabilità. L’approccio dell’ente è chiaramente riassunto nell’intento di adattare «regole, ruoli e modalità di gioco» per rendere lo sport accessibile e partecipato.

  • Inclusione attiva: pratica congiunta di persone con e senza disabilità;
  • Adattamento delle regole: modifiche per garantire equilibrio e sicurezza;
  • Riconoscimento istituzionale: rapporto con il CIP come ente di promozione sportiva paralimpica.

Implicazioni e prospettive

Il modello promosso dall’EISI ha ricadute che vanno oltre la semplice attività motoria: favorisce l’inclusione sociale, la partecipazione civica e l’educazione allo sport come esperienza condivisa. In una fase in cui molte federazioni e centri sportivi stanno ripensando l’accessibilità delle loro proposte, l’esperienza lucana può offrire spunti concreti su norme, formazione degli operatori e pratiche organizzative replicabili in altre regioni.

Chi coordina e come si sviluppa l’offerta

Il punto di riferimento per la regione rimane il Delegato Regionale, che ha il compito di descrivere e diffondere le discipline promosse e di raccordare scuole, associazioni e impianti sportivi interessati a sperimentare proposte inclusive.

Voce Informazione
Ente Ente Italiano Sport Inclusivi (EISI)
Rappresentante regionale Enzo Urbino
Riconoscimento Ente di promozione sportiva paralimpica riconosciuto dal CIP
Data comunicazione 5 Agosto 2026

La sfida ora è trasformare queste buone intenzioni in percorsi stabili: formazione per allenatori e arbitri, adeguamento di impianti e protocolli di sicurezza sono solo alcune delle tappe necessarie. Se ben strutturate, le esperienze in Basilicata potrebbero contribuire a diffondere un approccio inclusivo che interessa non solo lo sport paralimpico, ma l’intero sistema delle attività sportive sul territorio nazionale.

Marco Ferretti
Marco IA Giornalista Sport online

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