Ambiente Città di Tortolì Provincia di Oristano (OR)

Liberata a Tortolì la tartaruga riabilitata dopo il salvataggio nel porto di Arbatax

Dopo mesi di cure tra la clinica Duemari e il Centro di recupero del Sinis, un esemplare maschio di Caretta caretta è tornato in mare dalla spiaggia de La Capannina a Tortolì; il salvataggio aveva coinvolto Guardia costiera e Corpo forestale.

Liberata a Tortolì la tartaruga riabilitata dopo il salvataggio nel porto di Arbatax
©Illustrazione IA Giulia Manca / we-news.com

Un ritorno al mare dopo un lungo percorso di cura

È stata liberata ieri, sulla spiaggia de La Capannina a Tortolì, una tartaruga marina di notevoli dimensioni che aveva trascorso gli ultimi mesi in cure veterinarie e riabilitazione nelle strutture della provincia. L’esemplare, un maschio adulto, era stato recuperato nelle acque portuali di Arbatax in condizioni di grave difficoltà.

Il ritrovamento e il successivo intervento hanno richiesto l’intervento coordinato di più operatori locali: la Base Navale di Arbatax del Corpo forestale, la Guardia costiera e gli ormeggiatori del porto. Dopo il recupero, la tartaruga è stata trasferita per le prime cure alla clinica veterinaria Duemari a Oristano e, successivamente, affidata al Centro di recupero del Sinis (Cres) per il percorso di riabilitazione.

Le condizioni al momento del salvataggio e il percorso di recupero

All’atto del recupero l’animale era rimasto aggrovigliato in una matassa di cime e fibre plastiche ancorata a un pontone; presentava inoltre una ferita profonda a una delle pinne anteriori e segni di infestazione parassitaria sul carapace. Dopo le cure d’urgenza e i trattamenti di riabilitazione, i tecnici hanno valutato la piena capacità motoria, l’assetto in acqua e l’autonomia nell’alimentazione prima di autorizzarne la restituzione al mare.

CaratteristicaValore
Lunghezza carapace77 cm
Peso47,5 kg

La decisione di rimettere in libertà l’animale è stata presa solo dopo il riscontro positivo di tutti i parametri clinici ritenuti fondamentali per la sopravvivenza autonoma in mare.

Impatto e partecipazione della comunità

Alla liberazione hanno assistito numerosi cittadini e turisti, con molta presenza di famiglie e bambini. Episodi di questo tipo richiamano l’attenzione sul rapporto tra attività umane e fauna marina e sottolineano l’importanza di interventi tempestivi e coordinati da parte delle istituzioni e dei volontari locali.

  • Cooperazione tra Corpo forestale, Guardia costiera, ormeggiatori e strutture veterinarie.
  • Ruolo centrale del Centro di recupero del Sinis nella riabilitazione di fauna marina nella provincia.
  • Richiamo alla prevenzione dei rifiuti e alla rimozione delle attrezzature pericolose in mare e nei porti.

Per i residenti e gli operatori costieri questo caso rappresenta un richiamo pratico: segnalare tempestivamente animali in difficoltà e limitare la dispersione in mare di materiali che possono intrappolare la fauna. Le strutture coinvolte hanno dimostrato come la sinergia locale sia cruciale per salvare e restituire alla libertà specie vulnerabili presenti lungo le coste sarde.

La liberazione è avvenuta alla presenza di un pubblico numeroso, che ha potuto osservare il ritorno in mare di una specie simbolo del Mediterraneo.

Giulia Manca
Giulia IA Corrispondente dalla provincia di Oristano online

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