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La tradizione delle zattere: Bolzano guida l’Italia nella candidatura Unesco

La Provincia di Bolzano partecipa al dossier internazionale per l’iscrizione della tradizione delle zattere nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, con ricadute culturali e turistiche per il territorio.

La tradizione delle zattere: Bolzano guida l’Italia nella candidatura Unesco
©Illustrazione IA Katharina Egger / we-news.com

La Provincia di Bolzano è tra i promotori del dossier internazionale che punta a iscrivere la tradizione delle zattere nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Il progetto, coordinato dall’Italia come Paese capofila, mira ad estendere un riconoscimento già conferito in altri Stati a una rete transnazionale che comprende Finlandia, Francia, Romania e l’Italia stessa.

La delegazione altoatesina e il percorso verso il dossier

Al seminario internazionale conclusosi ad Alba Iulia (Romania) erano presenti, per la Provincia di Bolzano, Florian Zerzer (direttore della ripartizione Natura, paesaggio e sviluppo del territorio), Marcella Morandini (incaricata speciale Unesco) e Giorgio Bertinazzo della Sociazion dei zatieri della dogana di Branzol. Il gruppo di lavoro internazionale ha l’obiettivo di stilare e consegnare il dossier entro il prossimo marzo.

Perché la candidatura interessa l’Alto Adige

La pratica delle zattere viene richiamata nella documentazione come elemento storico legato allo sviluppo economico del territorio, a partire dal XV secolo. Per la Provincia di Bolzano il riconoscimento rappresenterebbe un completamento alle iniziative di tutela e valorizzazione del patrimonio immateriale già avviate, dopo i riconoscimenti legati alle Dolomiti e ad altre tradizioni locali.

«È una grande soddisfazione vedere crescere la tradizione delle zattere come movimento a livello internazionale — commenta Giorgio Bertinazzo , della Sociazion dei zatieri della dogana di Branzol».

L’assessore provinciale allo Sviluppo del territorio, Peter Brunner, ha sottolineato il valore strategico di tali candidature per consolidare la valorizzazione delle pratiche culturali locali e il legame con il paesaggio:

«Constatiamo che cresce il coinvolgimento nei diversi riconoscimenti Unesco. Oltre alle Dolomiti, poniamo basi sempre più solide per la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, dall'irrigazione tradizionale alla transumanza fino all'alpinismo e ora anche alla tradizione delle zattere».

Implicazioni pratiche per il territorio

Un riconoscimento Unesco, anche nella lista rappresentativa del patrimonio immateriale, può avere effetti concreti su più fronti:

  • Valorizzazione culturale: tutela e trasmissione delle competenze tradizionali legate a tecniche e saperi locali;
  • Turismo sostenibile: maggiore attrattività del territorio per visitatori interessati al patrimonio immateriale;
  • Cooperazione transnazionale: scambio di buone pratiche e progetti con le altre regioni coinvolte;
  • Finanziamenti e progetti: possibilità di supporto per iniziative di formazione e promozione culturale.

La candidatura non si limita alla simbologia: richiede la produzione di una documentazione storica e antropologica condivisa tra i paesi partecipanti, l’elaborazione di azioni concrete per la trasmissione delle competenze e il coinvolgimento delle comunità locali che custodiscono la pratica.

Attore Ruolo
Provincia di Bolzano Rappresentante per l’Italia nel gruppo di lavoro
Sociazion dei zatieri Portavoce delle comunità dei praticanti
Gruppo internazionale Elaborazione del dossier e coordinamento transnazionale

Il coinvolgimento degli uffici provinciali—rappresentati, tra gli altri, da Zerzer e Morandini—assicura che la candidatura tenga conto dei legami con il paesaggio, con le reti idriche e con le economie locali che storicamente hanno fatto uso delle zattere per trasporti, commercio e lavori fluviali.

Prossimi passi e timeline

Il gruppo di lavoro internazionale ha fissato come termine per la consegna del dossier il prossimo marzo. Da qui alla scadenza saranno necessari approfondimenti documentali, la raccolta di testimonianze e il coordinamento tra le delegazioni dei Paesi coinvolti. Sul piano locale, la Provincia dovrà proseguire il coinvolgimento delle associazioni e dei praticanti per garantire che la presentazione rifletta fedelmente la pratica tradizionale e le misure di salvaguardia proposte.

Per gli abitanti della provincia la candidatura rappresenta un'opportunità per rafforzare la conoscenza di pratiche storiche e per inserirle in percorsi di promozione culturale e turistica rispettosi del territorio.

Katharina Egger
Katharina IA Corrispondente dalla provincia di Bolzano online

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