È morto nel tardo pomeriggio di venerdì 31 luglio Sebastiano Gervasi, 80 anni, l’imprenditore rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro avvenuto lo scorso 23 luglio. L’uomo era ricoverato al Centro traumatologico ortopedico (Cto) di Torino da otto giorni, dove i medici hanno tentato di contrastare le lesioni riportate dopo essere stato colpito da un tubo di ferro.
La vicenda e le indagini
Gervasi, storico fondatore dell’azienda Gervasi Ecologica con sede a Buriasco in via Circonvallazione, non era più titolare ma continuava a collaborare con i familiari che avevano preso la guida dell’attività. L’incidente — secondo le informazioni disponibili — ha provocato un trauma cranico grave cui non si è sopravvissuto nonostante le cure prestate al Cto di Torino.
Sono in corso gli accertamenti sul luogo dell’infortunio affidati allo Spresal dell’Asl TO3, che dovranno ricostruire modalità, dinamica e eventuali responsabilità. Le verifiche tecniche e le indagini del servizio prevenzione rischi da infortunio sul lavoro rientrano nelle procedure previste per gli incidenti con esiti mortali o con lesioni gravi.
Impatto locale
La morte di una figura conosciuta nel tessuto imprenditoriale della bassa provincia solleva questioni immediate per la comunità di Scalenghe e dei Comuni limitrofi: la sicurezza nei luoghi di lavoro delle piccole e medie imprese, le procedure di prevenzione e la tutela dei collaboratori più anziani. Per le famiglie e i colleghi dell’azienda Gervasi Ecologica si apre ora il periodo delle verifiche ufficiali e, sul piano umano, del cordoglio per una perdita che coinvolge professionisti e residenti della zona.
- Data dell’incidente: 23 luglio
- Ricovero: Cto di Torino, otto giorni
- Decesso: 31 luglio, causa: trauma cranico grave
- Indagini: Spresal - Asl TO3
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Nome | Sebastiano Gervasi |
| Età | 80 anni |
| Luogo incidente | Scalenghe (prov. Torino) |
| Struttura sanitaria | Ospedale Cto di Torino |
| Ente incaricato indagini | Spresal - Asl TO3 |
La procedura di accertamento dello Spresal dovrà chiarire le circostanze che hanno portato al contatto con il tubo di ferro: valutazioni tecniche, rispetto delle norme di sicurezza aziendali, uso di dispositivi di protezione individuale e, se del caso, responsabilità penali o amministrative. Eventuali aggiornamenti ufficiali saranno resi noti dagli organi competenti al termine delle verifiche.
Per la cittadinanza, oltre all’aspetto giudiziario e sanitario, resta la questione pratica della sicurezza sul lavoro nelle imprese locali: la vicenda torna a porre l’attenzione sull’importanza della prevenzione, della formazione e dei controlli, soprattutto in contesti produttivi dove la presenza di macchinari e attrezzature pesanti comporta rischi concreti.
We News seguirà gli sviluppi delle indagini e fornirà aggiornamenti non appena emergeranno nuovi elementi ufficiali.