Indagine della Procura di Bari sull'operazione Caprile: i fatti
La Procura della Repubblica di Bari ha avviato accertamenti che hanno portato all'iscrizione nel registro degli indagati di Aurelio e Luigi De Laurentiis. Le ipotesi di reato sono quelle di bancarotta fraudolenta e di false comunicazioni sociali, in relazione alla cessione del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli, avvenuta nell'estate del 2023.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'operazione — formalmente valutata in 2,2 milioni di euro — sarebbe stata tale da determinare un «ingiusto profitto» a favore della società partenopea. Nel bilancio d'esercizio del 2024 del Bari, sempre agli atti dell'indagine, non sarebbero stati chiaramente indicati i criteri utilizzati per la determinazione del corrispettivo e la valutazione del potenziale valore futuro del calciatore.
«Il predetto soggetto economico, in perdita sistemica (circa 30 milioni di euro nel periodo 2019-2025), risulta gravato da rilevante deficit patrimoniale e da consistente esposizione debitoria, in assenza di un concreto piano di riequilibrio».
Perquisizioni e atti svolti
La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nelle sedi della Ssc Bari, della Ssc Napoli e della Filmauro srl, società riconducibile ai De Laurentiis. Gli accertamenti hanno riguardato documenti contabili, note integrative e relazioni sulla gestione societaria, supportati da consulenze tecniche richieste dalla Procura.
Gli inquirenti hanno considerato numeri di bilancio aggiornati al 30 giugno e relazioni predisposte nei primi mesi dell'anno, che, stando alle conclusioni indicate negli atti, descriverebbero una società con squilibri patrimoniali ed economico-finanziari idonei a mettere in dubbio la continuità aziendale della Ssc Bari.
Il valore economico dell'operazione e le conseguenze contestate
Nel ricostruire la dinamica dell'operazione, la Procura indica che il Napoli, nel giro di due anni, ha poi ceduto lo stesso portiere al Cagliari per circa 8 milioni di euro, realizzando una plusvalenza di circa 7 milioni. Per gli inquirenti, tale percorso di valorizzazione sportiva avrebbe potuto essere realizzato dalla stessa Ssc Bari, e la cessione a 2,2 milioni avrebbe dunque determinato un danno patrimoniale per la società pugliese.
| Voce | Importo | Data |
|---|---|---|
| Cessione Bari → Napoli (Caprile) | 2,2 milioni € | luglio 2023 |
| Successiva cessione Napoli → Cagliari | 8 milioni € | entro 2 anni |
| Perdita sistemica indicata | circa 30 milioni € | 2019-2025 |
Personale coinvolto e accertamenti tecnici
Oltre ai De Laurentiis, gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno interessato anche alcuni ex dirigenti sportivi: ai verbali e alle verifiche tecniche sono stati richiamati i profili professionali che, a vario titolo, intervennero nelle operazioni di mercato. Nel corso delle attività, gli investigatori hanno acquisito dispositivi e documentazione che potrebbero contenere elementi utili all'istruttoria. Alcune figure citate nelle ricostruzioni giornalistiche — tra cui dirigenti sportivi e un procuratore — sono state oggetto di verifiche ma non risultano al momento formalmente indagate.
- Le perquisizioni hanno riguardato le sedi di Bari, Napoli e Filmauro.
- La contestazione ruota attorno alla determinazione del prezzo di cessione e all'assenza di evidenze sui criteri valutativi nel bilancio 2024 del Bari.
- La Procura considera i dati contabili aggiornati e la situazione di bilancio complessiva della società barese.
Per la città di Bari la vicenda ha un significato duplice: da un lato coinvolge la società calcistica più rappresentativa del territorio e può influire su rapporti economici e sportivi; dall'altro mette al centro della valutazione giudiziaria elementi contabili che si riflettono sulla sostenibilità finanziaria del club. Le indagini sono in corso e qualsiasi sviluppo sarà seguito nelle sedi competenti; al momento non risultano sentenze né provvedimenti cautelari nei confronti degli indagati diversi dalle perquisizioni eseguite.