Fronte in espansione e richiesta urgente di mezzi aerei
Un incendio scoppiato nella notte sul monte Piastra, in territorio di Valdieri (Valle Gesso), ha preso rapidamente forza e in meno di 24 ore si è esteso su una superficie che è passata da 42 ettari a oltre 65 ettari. Le condizioni meteorologiche — vento forte, temperature elevate e terreno esposto al sole — insieme alla grave siccità, hanno favorito la rapida propagazione delle fiamme su un versante impervio.
Le squadre impegnate a terra sono composte da vigili del fuoco, personale del Corpo Aib, operatori del Parco e volontari comunali: tutti hanno lavorato senza interruzione nei giorni scorsi, ma secondo i coordinatori l'azione terrestre non è più sufficiente a contenere il rogo senza un supporto aereo continuativo.
«La situazione è critica, al limite dell’operatività - così Tallone - . I soccorritori a terra (vigili del fuoco, Corpo Aib, personale del Parco e del Comune, ndr) stanno lavorando senza sosta da giorni, ma ormai sono stremati. Senza un aiuto aereo continuo e costante, a terra riusciamo a fare ben poco.»
Il coordinatore delle squadre Antincendi boschivi (Aib), Daniele Tallone, ha avvertito che la progressione del fuoco minaccia ora il versante della Festiona di Demonte e sta nuovamente scendendo verso Valdieri. Se i due fronti dovessero ricongiungersi in corrispondenza di Madonna del Colletto, gli operatori temono di perdere la possibilità di un contenimento efficace e di dover adottare posture difensive per tutelare la sicurezza del personale.
Conseguenze per la popolazione e misure già adottate
Nel corso della settimana si sono rese necessarie evacuazioni temporanee in più occasioni, spiega Tallone, a causa della violenza delle fiamme e del calore. Il sindaco di Valdieri ha ribadito la richiesta di continuità negli interventi aerei: «Basta passaggi aerei “spot”» — una sollecitazione rivolta alle istituzioni per ottenere passaggi ripetuti con Canadair o elicotteri ad alta capacità tipo Erickson.
- Superficie bruciata: da 42 a oltre 65 ettari in 24 ore;
- Zona colpita: monte Piastra, versante verso Valdieri e Festiona di Demonte;
- Rischio: possibile convergenza di due fronti verso Madonna del Colletto e propagazione in Valle Stura;
- Richiesta: interventi aerei continui con Canadair o elicotteri ad alta capacità.
Perché la situazione è critica per la Granda
Il territorio interessato è montano e impervio: questo rende difficili le operazioni di spegnimento a terra e aumenta la dipendenza da risorse aeree. Inoltre, la persistente siccità e le alte temperature amplificano il rischio di nuovi focolai e la velocità di propagazione, con conseguenze ambientali rilevanti per boschi, pascoli e infrastrutture locali.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Focolaio iniziale | circa 200 m² |
| Superficie bruciata (ultimo rilevo) | oltre 65 ettari |
| Superficie registrata il giorno prima | 42 ettari |
Le autorità locali e i coordinatori delle operazioni stanno sollecitando un potenziamento coordinato delle risorse. Se arriveranno passaggi aerei massicci e continuativi, i soccorritori ritengono possibile riportare rapidamente il fuoco sotto controllo, procedere alla bonifica e ridurre il rischio di nuovi incendi. In assenza di questo supporto, la possibilità di escalation rimane concreta e con esse i danni ambientali e i disagi per le comunità della Valle Gesso e, potenzialmente, della vicina Valle Stura.
Gli aggiornamenti sulle condizioni e sulle eventuali ordinanze di protezione civile o evacuazione saranno diffusi dalle autorità locali. Per ridurre il pericolo, la popolazione è invitata a seguire le indicazioni ufficiali e a segnalare prontamente nuovi focolai ai numeri di emergenza.