Una carriera nata a Grosseto, raccontata attraverso la danza
Nata a Grosseto nel 1950, Marinella Santini è diventata una figura di riferimento nel panorama della pedagogia della danza per l'infanzia. Dalla città della Maremma è partita la formazione che l'ha condotta all'Accademia Nazionale di Danza di Roma e poi a studi e collaborazioni con importanti scuole e maestri nelle capitali della danza come Parigi, Mosca, New York e San Pietroburgo. Il suo lavoro si è concentrato sulla formazione di insegnanti e operatori, anche attraverso il Centro Sportivo Educativo Nazionale (CSEN), dove ha ricoperto ruoli direttivi e di formatore.
Il fulcro della sua attività è il metodo Giocodanza, concepito e strutturato proprio a Grosseto. Si tratta di un approccio alla propedeutica della danza che unisce la componente tecnica alla dimensione del gioco, con l'obiettivo di promuovere la creatività, la consapevolezza corporea e l'educazione al movimento nei bambini, evitando di imporre rigidità premature.
«Essere insegnante è stata una scelta libera – comunica – era il mio sogno di sempre, non mi è stato imposto, neppure un ripiego , le ho dedicato la vita.»
Riconoscimenti e diffusione del metodo
Il metodo Giocodanza ha trovato riconoscimento a livello europeo e viene diffuso attraverso corsi di formazione e webinar per insegnanti e operatori del settore motorio e pedagogico. Santini è autrice di diverse pubblicazioni sul tema, tra cui il volume citato nella fonte: "L’avventura del Giocodanza: una vita, un gioco …un sogno". A maggio 2026 le è stato conferito un premio alla carriera in occasione della Giornata Internazionale della Danza.
- Anno di nascita: 1950
- Metodo: Giocodanza, ideato a Grosseto
- Riconoscimento recente: premio alla carriera, maggio 2026
| Voce | Dato |
|---|---|
| Luogo di nascita | Grosseto |
| Formazione | Accademia Nazionale di Danza (Roma) |
| Riconoscimento | Premio alla carriera, maggio 2026 |
Il rammarico per la Maremma
Nonostante i risultati e i riconoscimenti ottenuti a livello nazionale e internazionale, Santini segnala un rammarico: la sua città natale e la Maremma non le hanno finora riservato un riconoscimento ufficiale che metta in luce il suo contributo culturale. Questo nodo pone una domanda pratica per le istituzioni locali e le realtà culturali del territorio: come valorizzare una professionalità che ha contribuito a portare il nome di Grosseto all'esterno e che continua a formare operatori e insegnanti?
Per la comunità grossetana il lavoro di Santini rappresenta non solo un motivo di orgoglio, ma anche un patrimonio pedagogico: il metodo Giocodanza è applicato nella formazione, nei corsi per bambini e nelle pratiche educative che interessano scuole e centri sportivi. Il riconoscimento internazionale del 2026 osservato dalla fonte conferma l'efficacia e la diffusione del suo approccio, mentre il richiamo al mancato riconoscimento locale può stimolare iniziative future di valorizzazione e memoria culturale.
Rimane aperta la possibilità che amministrazioni, associazioni culturali e realtà educative della provincia riflettano su iniziative concrete per celebrare e tramandare l'opera di una figura che ha le sue radici proprio nella Maremma grossetana.