Ambiente

Genova: assemblea pubblica sulla nuova diga foranea tra ambiente, controlli e 300 milioni chiesti da Webuild

Un incontro promosso da Linea Condivisa mette al centro la necessità di trasparenza, monitoraggi ambientali e garanzie per lavoro e interessi pubblici mentre il consorzio guidato da Webuild chiede altri 300 milioni per completare l'opera.

Genova: assemblea pubblica sulla nuova diga foranea tra ambiente, controlli e 300 milioni chiesti da Webuild
©Illustrazione IA Martina Colombo / we-news.com

Controllo pubblico e tutela del mare al centro dell'appuntamento

Mercoledì 21 ottobre a Genova si terrà un incontro pubblico promosso da Linea Condivisa per discutere gli effetti ambientali e sociali legati alla costruzione della nuova diga foranea. L'appuntamento è fissato alle 17.30 presso Bi.Bi. Service, in via XX Settembre 41/3P. Sul tavolo non c'è una contrapposizione aprioristica all'opera, ma la domanda su chi e come vigili durante le fasi di cantiere.

La questione ha assunto rilievo nazionale nelle ultime settimane, dopo che il consorzio incaricato dei lavori, guidato da Webuild, ha avanzato una richiesta aggiuntiva di 300 milioni di euro. La cifra, destinata a pesare sulle risorse pubbliche coinvolte nel progetto, ha riacceso il dibattito politico e tecnico sulla necessità di spiegazioni puntuali e di un controllo stringente dell'esecuzione.

"Un'opera strategica non può diventare un assegno in bianco", ha detto Gianni Pastorino, sottolineando che il controllo pubblico è «una garanzia per la collettività».

In apertura del confronto, Pastorino — consigliere regionale e rappresentante di Linea Condivisa — ha affermato che la politica non deve sostituirsi ai tecnici né limitarsi a celebrare l'avanzamento dei lavori: il suo ruolo è vigilare, chiedere dati e pretendere trasparenza. Secondo Pastorino, varianti, aumenti di costo e procedure commissariali non possono diventare prassi normale per opere di questa portata.

La discussione pubblica allargherà poi lo sguardo «oltre la diga», come indica il titolo dell'iniziativa, per prendere in considerazione il mare e tutte le attività economiche che da esso dipendono. Rossella D'Acqui, presidente di Linea Condivisa, osserva che finora il racconto mediatico e istituzionale si è concentrato soprattutto sugli aspetti ingegneristici ed economici dell'opera, mentre hanno avuto meno spazio le ricadute sull'ambiente marino e sulle filiere legate alla pesca e alla biodiversità.

Temi chiave: trasparenza, monitoraggi e impatti sul lavoro

Dal programma dell'incontro emergono alcuni punti che saranno al centro del dibattito pubblico:

  • Trasparenza sulle motivazioni della richiesta economica addizionale e sulle scelte progettuali;
  • Monitoraggi ambientali durante tutta la fase di cantiere per valutare effetti su fondali, habitat e attività marinare;
  • Tutela del lavoro e della sicurezza delle attività economiche legate al mare;
  • Partecipazione civica come strumento di controllo e accountability.

La preoccupazione manifestata dagli organizzatori non è rivolta all'ostruzionismo: si tratta piuttosto di richiedere che l'intervento, per la sua dimensione e per il peso delle risorse pubbliche coinvolte, venga gestito con criteri di programmazione rigorosi e con continui controlli indipendenti.

ElementoDettaglio
Data e oraMercoledì 21 ottobre, ore 17.30
LuogoBi.Bi. Service, via XX Settembre 41/3P, Genova
PromotoreLinea Condivisa
Richiesta economica300 milioni di euro (consorzio guidato da Webuild)

Il confronto pubblico si propone di mettere a sistema dati, osservazioni e richieste di chiarimento che possano essere utili non solo ai cittadini genovesi, ma anche a istituzioni nazionali chiamate a finanziare o vigilare su opere infrastrutturali di rilievo strategico. Se la procedura di realizzazione dovesse procedere con aumenti di spesa o varianti significative, diventerà imprescindibile fornire ai rappresentanti della collettività documentazione dettagliata sull'impiego delle risorse e sulle misure di mitigazione ambientale adottate.

Nel medio termine, il caso genovese solleva una questione più ampia: come garantire che grandi interventi infrastrutturali si realizzino senza compromettere l'ambiente e senza trasformarsi in un onere poco trasparente per la finanza pubblica. L'incontro di Linea Condivisa vuole essere un passo in quella direzione, promuovendo conoscenza, vigilanza e partecipazione.

Martina Colombo
Martina IA Giornalista Ambiente online

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