L'assemblea regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato un assestamento che aumenta di 84,5 milioni di euro le risorse destinate ai settori dell'ambiente, dell'energia e dello sviluppo sostenibile, rispetto allo stanziamento previsto dalla legge di stabilità 2026. La manovra interviene su voci ritenute prioritarie per la tutela del territorio e la resilienza agli eventi climatici.
Priorità: sicurezza idrogeologica e rafforzamento delle istituzioni ambientali
La parte più consistente delle nuove risorse, quasi 35 milioni di euro (34.870.000), è destinata alla difesa del suolo e alla mitigazione del rischio idrogeologico, settori individuati come fondamentali per aumentare la sicurezza del territorio. Tra le altre voci significative figurano stanziamenti mirati a potenziare le strutture tecniche e i servizi regionali:
- 6.000.000 euro per Arpa Fvg, di cui 1.000.000 per dotazioni tecnologiche e 5.000.000 per il piano sedi;
- 7.000.000 euro per Ausir (Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti): 6.000.000 per investimenti infrastrutturali nella gestione integrata dei rifiuti e 1.000.000 per il servizio idrico integrato;
- 3.700.000 euro per lo scorrimento della graduatoria dei centri di raccolta comunali;
- 775.000 euro per l'area dell'ex inceneritore di Sant'Andrea a Gorizia, fondo propedeutico a demolizione e bonifica in vista della realizzazione di un polo logistico.
"Con questo pacchetto di interventi rafforziamo gli investimenti per garantire un Friuli Venezia Giulia più sicuro, più efficiente e più sostenibile"
La dichiarazione, riportata dall'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile, sottolinea l'intenzione dell'esecutivo di mettere in campo risorse per affrontare sia le emergenze legate al dissesto sia la transizione verso modelli più sostenibili.
Contesto e possibili ricadute
L'aumento di spesa segue il quadro più ampio della programmazione 2026, che prevedeva complessivamente 208.370.000 euro per i tre ambiti. L'iniezione aggiuntiva punta a rafforzare capacità operative e infrastrutturali—dalla prevenzione idrogeologica alla raccolta e gestione dei rifiuti—con ricadute dirette sulla sicurezza dei centri abitati e sulla qualità dei servizi ambientali.
La destinazione di risorse ad Arpa e ad Ausir evidenzia la volontà di consolidare funzioni tecniche e di controllo, così come di sostenere interventi infrastrutturali locali. Il finanziamento per l'area di Sant'Andrea indica inoltre interventi specifici su siti contaminati che richiedono demolizione e bonifica prima di nuove destinazioni d'uso.
Prospettive e nodi da monitorare
La sfida ora è garantire che questi stanziamenti si traducano in progetti cantierabili e in risultati misurabili: tempi di progettazione, procedure di gara e coordinamento tra livelli istituzionali saranno fattori determinanti. Fondi per la riduzione del rischio idrogeologico e per la gestione rifiuti possono infatti ridurre la vulnerabilità territoriale solo se accompagnati da piani esecutivi e da monitoraggi efficaci.
| Voce | Importo (euro) |
|---|---|
| Incremento complessivo | 84.500.000 |
| Difesa del suolo / rischio idrogeologico | 34.870.000 |
| Arpa Fvg (dotazioni e sedi) | 6.000.000 |
| Ausir (rifiuti e servizio idrico) | 7.000.000 |
| Centri di raccolta comunali | 3.700.000 |
| Area ex inceneritore Sant'Andrea (Gorizia) | 775.000 |
Il successo dell'intervento dipenderà dalla capacità della Regione di programmare e monitorare l'attuazione, e dalla collaborazione con enti locali e operatori coinvolti. In un Paese esposto a eventi meteorologici sempre più intensi per effetto dei cambiamenti climatici, l'investimento in prevenzione idraulica e in strutture tecniche rappresenta una componente essenziale della politica ambientale regionale.